A fronte di un calo delle denunce di infortunio sul lavoro del 6,8%, l'artigianato evidenzia una diminuzione più accentuata e pari al 13,0%; si tratta di un calo più che doppio rispetto a quello delle imprese non artigiane (-6,1%).
Anche considerando il calo dell'occupazione e considerando le ore non lavorate per CIG, nel 2013 l'incidenza degli infortuni sugli occupati effettivi nell'artigianato scende del 9,0%.
I dati dell'Inail
giovedì 10 luglio 2014
mercoledì 9 luglio 2014
Tra paesi Ocse Italia ha la maggiore crescita del tasso di disoccupazione: mezzo punto in 12 mesi
La comparazione internazionale pubblicata stamane dall'Ocse evidnzia che tra 29 economie avanzate per cui sono disponibili i dati mensili di disoccupazione l'Italia - con Corea e Lussemburgo - è il Paese con la maggiore crescita del tasso di disoccupazione che da 12,1% di maggio 23013 sale al 12,6% di maggio 2014.
Per il stimolare la domanda di lavoro l'Italia deve fare di più e più rapidamente.
Per il stimolare la domanda di lavoro l'Italia deve fare di più e più rapidamente.
Variazione tasso disoccupazione in 29 Paesi Ocse in 12 mesi
var. in punti tra maggio 2013 e maggio 2014; aprile 2013/14 per Cile, Estonia, Ungheria, Norvegia
martedì 8 luglio 2014
Peggiora il calo del credito alle imprese: -4,7% a maggio (-4,4% ad aprile). Investimenti al I trimestre a -0,6%
Sulla base dei dati diffusi stamane da Banca d'Italia a maggio 2014 il credito alle imprese scende del 4,7% y/y peggiorando il 4,4% di aprile; il calo era -3,6% un anno prima.
Il calo può essere influenzato anche dai pagamenti dei debiti della PA; il moniotiraggio sui pagamenti PA fermo al 28 marzo.
L'effetto combinato non è ancora sufficente a supportare processi di crescita: al I trimestre 2014 gli investimenti delle società non finanziarie calono dello 0,6% rispetto al trimestre precedente; investimenti in calo anche rispetto un anno prima, anche se la caduta si sta riducendo.
IL tasso di investimenti - in rapporto al valore aggiunto - rimane sui valori minimi del decennio

Il calo può essere influenzato anche dai pagamenti dei debiti della PA; il moniotiraggio sui pagamenti PA fermo al 28 marzo.
L'effetto combinato non è ancora sufficente a supportare processi di crescita: al I trimestre 2014 gli investimenti delle società non finanziarie calono dello 0,6% rispetto al trimestre precedente; investimenti in calo anche rispetto un anno prima, anche se la caduta si sta riducendo.
IL tasso di investimenti - in rapporto al valore aggiunto - rimane sui valori minimi del decennio
Investimenti società non finanziarie
var. % tendenziali - ns. elaborazioni su dati Istat
lunedì 7 luglio 2014
I dati sul settore costruzioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato Edilizia
I dati evidenziano la gravità della situazione del settore in sei anni (2007-2013) le Costruzioni hanno registrato una caduta del valore aggiunto del 26,7% e ad aprile 2014 la produzione è del 43,1% inferiore rispetto al picco massimo pre crisi. Al primo trimestre 2014 persiste un calo tendenziale dell'occupazione del 4,8%. La ripresa del settore è in ritardo rispetto a quanto sta avvenendo in Europa: nei primi quattro mesi del 2014 la produzione in Italia scende del -9,8% rispetto al primo trimestre 2013 mentre segna un aumento del 4,7% nel Regno Unito, del 2,6% in Germania e dello 0,7% in Francia; è in calo la produzione in Spagna, ma con una dinamica più contenuta (-2,3%) rispetto all’Italia.
Nella presentazione del Rapporto Anaepa-Confartigianato Edilizia di venerdì scorso esaminati anche i deboli segnali positivi: frena la caduta dei prezzi delle abitazioni, cresce la fiducia delle imprese, migliaora - anche se persiste in territorio negativo - il saldo dei giudizi su ordini e attività, le attese su ordini e costruzioni riomangono con segno meno, ma è il dato migliore ultimi 3 anni.
Ad aprile 2014 si registra una forte crescita della propensione ad interventi di manutenzione abitazione: 11,8% dei consumatori orientati ad effettuare un intervento; Si tratta del 50% in più di un anno fa.
L'analisi completa nella presentazione del Rapporto «Più velocità alla ripresa»: Check point Estate 2014
L'importanza anticiclica degli incentici fiscali. A fronte di un valore medio nazionale dell’1,6% si osserva che sei regioni le detrazioni fiscali per interventi finalizzati al risparmio energetico presentano una incidenza superiore al due per cento del valore aggiunto delle Costruzioni. : la regione con l’incidenza più alta è il Friuli-Venezia Giulia con detrazioni che pesano per il 3,2% del valore aggiunto, seguita dalla provincia autonoma di Trento con il 3,0%, la provincia autonoma di Bolzano con il 2,8%, il Piemonte con il 2,4%, l’Emilia Romagna con il 2,1% e il Veneto con il 2,0%.
L'analisi di Confartigianato in QE - Quotidiano Energia
Nella presentazione del Rapporto Anaepa-Confartigianato Edilizia di venerdì scorso esaminati anche i deboli segnali positivi: frena la caduta dei prezzi delle abitazioni, cresce la fiducia delle imprese, migliaora - anche se persiste in territorio negativo - il saldo dei giudizi su ordini e attività, le attese su ordini e costruzioni riomangono con segno meno, ma è il dato migliore ultimi 3 anni.
Ad aprile 2014 si registra una forte crescita della propensione ad interventi di manutenzione abitazione: 11,8% dei consumatori orientati ad effettuare un intervento; Si tratta del 50% in più di un anno fa.
L'analisi completa nella presentazione del Rapporto «Più velocità alla ripresa»: Check point Estate 2014
L'importanza anticiclica degli incentici fiscali. A fronte di un valore medio nazionale dell’1,6% si osserva che sei regioni le detrazioni fiscali per interventi finalizzati al risparmio energetico presentano una incidenza superiore al due per cento del valore aggiunto delle Costruzioni. : la regione con l’incidenza più alta è il Friuli-Venezia Giulia con detrazioni che pesano per il 3,2% del valore aggiunto, seguita dalla provincia autonoma di Trento con il 3,0%, la provincia autonoma di Bolzano con il 2,8%, il Piemonte con il 2,4%, l’Emilia Romagna con il 2,1% e il Veneto con il 2,0%.
L'analisi di Confartigianato in QE - Quotidiano Energia
giovedì 3 luglio 2014
In 12 mesi tasso di disoccupazione in Italia sale (+0,5 punti) in Eurozona scende (-0,4 punti)
In 12 mesi tasso di disoccupazione in Italia sale di 0,5 punti, mentre scende di 0,4 punti in Eurozona.
Un anno fa la disoccupazione in talia era in linea con Uem, ora p 1 punto duperiore.
Nei 12 mesi il tasso di disoccupazione scend edi 0,2 punti in Germania e in Francia, di 0,9 punti in Spagna.
L'analisi delle variazioni dei disoccupati nell'ultimo anno marca la divergenza tra Italia ed Eurozona: negli ultimi dodici mesi a fronte di 636 mila disoccupati in meno nell'Eurozona, l'Italia è in controtendenza e ne conta 126 mila in più; la Francia riduce i disoccupati di 52mila unità, la Germania di 85 mila e la Spagna - pur registrandosi la più elevata disoccupazione di 384 mila; l'Eurozona, al netto dell'Italia, vede un consistente calo dei disoccupati, pari a 762 mila unità in meno.
Un anno fa la disoccupazione in talia era in linea con Uem, ora p 1 punto duperiore.
Nei 12 mesi il tasso di disoccupazione scend edi 0,2 punti in Germania e in Francia, di 0,9 punti in Spagna.
L'analisi delle variazioni dei disoccupati nell'ultimo anno marca la divergenza tra Italia ed Eurozona: negli ultimi dodici mesi a fronte di 636 mila disoccupati in meno nell'Eurozona, l'Italia è in controtendenza e ne conta 126 mila in più; la Francia riduce i disoccupati di 52mila unità, la Germania di 85 mila e la Spagna - pur registrandosi la più elevata disoccupazione di 384 mila; l'Eurozona, al netto dell'Italia, vede un consistente calo dei disoccupati, pari a 762 mila unità in meno.
Variazioni dei disoccupati nell'ultimo anno
.000 - maggio 2014 - ns. elaborazioni su dati Eurostat

.000 - maggio 2014 - ns. elaborazioni su dati Eurostat
mercoledì 2 luglio 2014
Rischio ritorno in recessione con previsioni Istat Pil II trimestre 2014 in forchetta -0,1%-+0,3%. In 7 anni italiani trascorrono quasi tre quarti del tempo in recessione
Ad inizio maggio la Commissione Europea indicava per l'Italia una ripresa nel I trimestre 2014 con il Pil ins alita dello 0,2%, con un consolidamento nel II trimestre con 0,3%.
L'Istat certifica il I trimestre ancora in negativo (-0,1%) e le ultime previsioni indicano che "la variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%".
Nell'intervallo inferiore della 'forchetta' potremmo ritornare in recessione, tornando a registrare due trimestri consecutivi di flessione del Pil.
Gli effetti di una lunga recessione: con il II trimestre 2014 in negativo gli Italiani avrebbero trascorso quasi due terzi degli ultimi due anni in condizione di recessione, con 18 trimestri con Pil in calo su 28.
L'Istat certifica il I trimestre ancora in negativo (-0,1%) e le ultime previsioni indicano che "la variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%".
Nell'intervallo inferiore della 'forchetta' potremmo ritornare in recessione, tornando a registrare due trimestri consecutivi di flessione del Pil.
Gli effetti di una lunga recessione: con il II trimestre 2014 in negativo gli Italiani avrebbero trascorso quasi due terzi degli ultimi due anni in condizione di recessione, con 18 trimestri con Pil in calo su 28.
martedì 1 luglio 2014
Fasi di ripresa 2014 e 2009 a confronto: prezzi alla produzione +10,1%, tassi interesse +49 p.b., costo lavoro +17%, costo energia +20,1%
Se confrontiamo i livelli delle variabili chiave per il conto economico nelle due fasi di avvio della ripresa osserviamo come attualmente il profilo dei costi, e in particolare quelli energetici, determina una significativa compressione della capacità delle imprese di realizzare margini. Nel dettaglio si osserva che mentre i prezzi alla produzione ad aprile 2014 sono del 10,1% superiori a quelli di aprile 2009, i tassi di interesse per prestiti fino a 1 milione sono superiori di 49 punti base e il costo del lavoro è più alto del 17,1%. Sul fronte delle commodities energetiche - nonostante la recente tendenza al calo dei prezzi - le imprese affrontano la ripresa 2014 con un livello dei costi energetici superiore del 20,1% al 2009; rispetto a cinque anni prima il prezzo dell'energia elettrica pagata da una piccola impresa è più alto del 19,0%, il costo del gasolio del 51,9% e quello del gas del 12,1%.
L'analisi di Confartigianato sulla rubrica 'Crisi&Energia' di QE-Quotidiano Energia
L'analisi di Confartigianato sulla rubrica 'Crisi&Energia' di QE-Quotidiano Energia
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