L’Italia realizza il 12,1% del Pil europeo, ma
ha il 31,6% del debito della P.A verso le imprese; nel 2012 l'Italia è il Paese europeo con il
più alto debito commerciale verso le imprese per beni e servizi - per la sola
parte di spesa corrente - pari al 4,0% del Pil
Nel Rapporto pubblicato stamane e inviato dal Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti al Vice Presidente della Commissione Europea On. Antonio Tajani stima che i ritardi di pagamento degli Enti pubblici sono costati alle imprese italiane 2.124 milioni di euro.
Nell'ambito delle politiche di sblocco dei
debiti pregressi della P.A. al 22 gennaio 2014 sono stati pagati 21,6 miliardi
di euro, il 79,4% dei 27,2 miliardi stanziati.
Ritardi si accavallano ai ritardi: sono trascorsi 138 giorni dalla scadenza del
15 settembre 2013 prevista dalla legge e non sono ancora disponibili i dati per
perimetrare con certezza lo stock dei debiti commerciali in essere della P.A.,
nonostante una spesa pubblica annua di 1.505 milioni in software.
Il comunicato stampa
venerdì 31 gennaio 2014
giovedì 30 gennaio 2014
Fiducia imprese in chiaro-scuro: sale per Servizi, ma scende Manifatturiero e Costruzioni, settori con maggiore presenza di imprese artigiane
A gennaio 2014 l'indice del clima di fiducia delle imprese italiane
cresce a 86,8 da 83,8 di dicembre. Ma la crescita dipendene tutta dal Terziario: nei Servizi l'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese del settore sale da 80,9 di dicembre a 88,5 e nel commercio al dettaglio l'indice del clima di fiducia aumenta, passando da
90,7 di dicembre a 93,5.
In calo la fiducia nei comparti con maggiore incidenza di imprese artigiane: l'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere diminuisce, passando da 98,2 di dicembre a 97,5 e l'indice delle imprese di costruzione scende da 82,2 di dicembre a 76,5.
In calo la fiducia nei comparti con maggiore incidenza di imprese artigiane: l'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere diminuisce, passando da 98,2 di dicembre a 97,5 e l'indice delle imprese di costruzione scende da 82,2 di dicembre a 76,5.
mercoledì 29 gennaio 2014
Fiat Chrysler Automobiles con ipotesi di residenza fiscale a Londra: gap fiscale di 31,8 punti
La tassazione sui profitti in Italia è del 65,8%, in Gran Bretagna del 34,0%.
Ridurre la pressione fiscale sulle imprese è l'unica politica per 'Destinazione Italia'
Ridurre la pressione fiscale sulle imprese è l'unica politica per 'Destinazione Italia'
Persiste maggiore propensione a manutenzone casa: 7,3% vs 6,2% di un anno fa
Un dato positivo nella difficile situazione del comparto dell'edilizia: l'indagine sulla fiducia dei consumatori di gennaio rilevata dall'Istat evidenzia la crescita - rispetto ad un anno prima - della quota di intervistati che manifestano l'intenzione nei prossimi 12 mesi di effettuare spese per la manutenzione o miglioramento della abitazione: risponde affermativamente l'11,3% degli intervistati - di cui 3,3% ritiene certo il sostenimento della spesa e l'8,0% lo ritiene probabile; correggendo quest'ultima quota del campione con una probabilità del 50%, la stima della quota di consumatori che è intenzionata ad effettuare un intervento è pari all'7,3%, di oltre un punto superiore al 6,2% di un anno fa.
L'incremento era più sensibile nella rilevazione di ottobre, in un clima di maggiore incretezza sul prolungamento degli incentivi fiscali.
L'incremento era più sensibile nella rilevazione di ottobre, in un clima di maggiore incretezza sul prolungamento degli incentivi fiscali.
martedì 28 gennaio 2014
Nel 2012 68 mila emigranti italiani per l'estero, con un incremento di 18 mila (+36%). Più di 1 su 4 è laureato
Nel 2012 si contano 106 mila cancellazioni per l'estero, con un incremento di 24 mila unità rispetto all'anno precedente.
L'aumento delle emigrazioni è dovuto principalmente ai cittadini italiani, per i quali le cancellazioni passano da 50 mila nel 2011 a 68 mila unità nel 2012 (+36%). In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 32 mila a 38 mila unità (+18%).
Per gli italiani che emigrano è maggiore la quota dei laureati: 27,6% degli emigranti di 25 anni ed oltre, ben 8,7 punti in più della quota di laureati della forza lavoro (18,9%).
La velocità di fuga dei cervelli è di 40 laureati al giorno che emigrano all'estero
Cittadini italiani cancellati per trasferimento di residenza con l’estero
anni 2007 – 2012 - ns. elaborazioni su dati Istat
L'aumento delle emigrazioni è dovuto principalmente ai cittadini italiani, per i quali le cancellazioni passano da 50 mila nel 2011 a 68 mila unità nel 2012 (+36%). In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 32 mila a 38 mila unità (+18%).
Per gli italiani che emigrano è maggiore la quota dei laureati: 27,6% degli emigranti di 25 anni ed oltre, ben 8,7 punti in più della quota di laureati della forza lavoro (18,9%).
La velocità di fuga dei cervelli è di 40 laureati al giorno che emigrano all'estero
anni 2007 – 2012 - ns. elaborazioni su dati Istat
lunedì 27 gennaio 2014
Il made in Italy paga un gap di competitività fiscale del 15,3% che vale 13,1 miliardi
L'analisi della tassazione delle imprese estere che operano nei primi 15 mercati del made in Italy evidenzia un gap medio sulla tassazione degli utili di impresa di 15,5 punti a svantaggio delle imprese italiane, con unn extra costo fiscale per il settore manifatturiero italiano di 13,1 miliardi di euro.
L'esame dei dati Confartigianato nell'articolo di oggi di Luisa Grion su Repubblica
L'esame dei dati Confartigianato nell'articolo di oggi di Luisa Grion su Repubblica
Nel 2012 Gdf scova 8.617 evasori totali; ciascuno nasconde ricavi per 4 milioni per complessivi 34,5 miliardi
Il rapporto della Guardia di Finanza indica che i 8.617 evasori totali presentano ricavi non dichiarati per 34.458 milioni di euro, 4,0 milioni per ciascun evasore.
Siamo ben lontani dai valori di esercizio di una piccola impresa: l'importo non dichiarato da ciascun evasore totali è 16 volte il fatturato medio di una micro e piccola impresa fino a 20 addetti.
Siamo ben lontani dai valori di esercizio di una piccola impresa: l'importo non dichiarato da ciascun evasore totali è 16 volte il fatturato medio di una micro e piccola impresa fino a 20 addetti.
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