giovedì 19 febbraio 2015

mercoledì 18 febbraio 2015

Slit payment: maggiori costi per le imprese per 230 milioni. Ogni 4 euro di recupero di evasione, 1 euro di oneri per le imprese fornitrici della PA

L’impatto in termini di maggiori oneri in capo alle imprese derivante dall’applicazione dello split payment in vigore dal 1° gennaio 2015.  La norma prevede che l’IVA addebitata dai fornitori di beni e servizi alle Pubbliche amministrazioni non venga più versata dalla PA acquirente all’impresa fornitrice ma direttamente all’erario, generando, pertanto, in capo all’impresa un credito di IVA e una perdita di liquidità oltre a maggiori oneri burocratici per l’eventuale recupero del credito.
I maggiori costi derivanti dallo split payment colpiscono i fornitori della PA che già hanno sostenuto maggiori oneri fnanziari per 2,2 miliardi a causa del ritardato pagamento dei fornitori  rispetto ai 30 giorni previsti dalla Direttiva Ue sui tempi di pagamento.

L'analisi dell'impatto dello split payment di Confartigianato

martedì 17 febbraio 2015

Crisi Libia e Russia: instabilità in Paesi di origine del 32% dell'import di energia

Anche per l'Italia nel corso del 2014 si osserva un calo del valore delle importazioni di energia: nei primi dieci mesi dell'anno l'import di petrolio e gas naturale cala del 19,0%.
Se guardiamo ai dieci maggiori Paesi fornitori di energia per l'economia italiana osserviamo per la Libia (8,4% del totale import) il calo più rilevante dell’import (-51,8% rispetto ai primi dieci mesi del 2013), seguita da Algeria (-42,4%), Arabia Saudita (-34,5%), Kazakhstan (-28,1%), Russia (-20,0%) e Azerbaigian (-17,6%); nel 2014 quest’ultimo Paese, a seguito del calo più contenuto delle importazioni di energia, diventa il secondo fornitore di energia dell’Italia, superando la Libia.
Le due crisi in corso in Libia e Russia coinvolgono due dei nostri principali partner energetici che, insieme, determinano un terzo (32,0%) del nostro import di gas e petrolio.
Gli effetti del calo delle entrate petrolifere nei Paesi produttori si riverberano anche sulle vendite del made in Italy: nei primi dieci paesi fornitori di energia - mercati che insieme rappresentano il 7,3% delle nostre esportazioni -  il valore dell’export diminuisce del 4,9%, flessione più marcata rispetto al -0,8% delle vendite nei mercati extra UE e in controtendenza rispetto all'aumento del 4,0% delle esportazioni in UE.
Gli effetti del calo delle entrate petrolifere nei Paesi produttori si riverberano anche sulle vendite del made in Italy: l'analisi di Confartigianato

giovedì 12 febbraio 2015

Nel 2015 torna a crescere la domanda per investimenti. Interessato il 39% degli addetti dell'artigianato

Nel 2015 tornano a crescere gli investimenti (+1,0%). L'Italia presenta un gap di 8 miliardi di investimenti pubblici rispetto alla media europea. Interessato dalla domanda di investimenti il 39% dell'artigianato, con 1,1 milioni di addetti. L'analisi sul portale di Confartigianato

mercoledì 11 febbraio 2015