A febbraio 2014 l'export cumulato degli ultimi 12 mesi (marzo 2012-febbraio 2013) verso la Russia segna un aumento del 5,3%. Il mercato russo rappresenta il 2,8% dell'export totale. Il settore più rilevante è quello dei Macchinari e apparecchiature con il 26,8% del totale, in salita del 10,3% nel corso del 2013.
Nei maggiori 15 settori di esportazione 4 addetti su 10 lavorano in micro e piccole imprese fino a 20 addetti. Poco meno dei nove decimi dell'import sono relativi a prodotti energetici: Petrolio greggio e gas naturale per il 67,0% e Prodotti raffinati per il 17,8%. La regione più esposta sul mercato russo le Marche, al primo posto per incidenza dell'export verso la Federazione russa sul valore aggiunto regionale (2,0%).
L'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato nell'articolo di P.Baroni su La Stampa di ieri disponibile dalla homepage del portale Confartigianato
lunedì 31 marzo 2014
venerdì 28 marzo 2014
Persiste la deflazione per le imprese manifatturiere: a febbraio 2014 prezzi alla produzione -0,7% a/a
A febbraio 2014 i prezzi alla produzione delle imprese manifatturiere scendono dello 0,7% rispetto ad un anno prima: un segnale di arresto della caduta (era 0,7% anche a gennaio 2014), ma persiste ancora un valore negativ. La pressione dei costi comprima la ganerazione di valore aggiunto.
Dinamica prezzi produzione settore manifatturiero
totale mercati - gen 2010-feb. 2014 - ns. elaborazioni su dati Istat
giovedì 27 marzo 2014
Gli interventi di spending review per 33,9 miliardi e la riduzione delle imposte
I capitoli di risparmio di spesa più rilevanti contenuti nelle proposte del Commissario straordinario per la revisione della spesa indicano, per il 2016, i seguenti risparmi:
- spesa di acquisti di beni e servizi per 7,2 miliardi: si può ridurre del 29,0% Irap pagata dalle imprese
- trasferimenti a imprese per 3,0 miliardi: si può ridurre del 42,3% Imu pagata dalle imprese. Va qui ricordato che con riferimento al Bilancio dello stato (escluse le Amministrazioni locali) il 60,5% dei trasferimenti alle imprese vanno a Società di servizi pubblici (dati Mef-Rgs)
- digitalizzazione per 2,5 miliardi: si può ridurre del 50,1% le Tasse auto pagata dalle famiglie
- difesa per 2,5 miliardi: si può ridurre del 78,8% le imposte su energia elettrica
- fabbisogni standard comuni (2,0 miliardi) e sanità e costi standard (2,0 miliardi) per complessivi 4,0 miliardi: si può ridurre del 37,5% Addizionale regionale sull'Irpef
- partecipate locali per 2,0 miliardi: si possono azzerare i Diritti delle Camere di commercio e le Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni
- sinergie corpi polizia per 1,7 miliardi; si può ridurre del 38,6% Imposta sul gas metano
- trasferimenti trasporto ferroviario per 1,5 miliardi: si può ridurre del 61,9% Imposta sulle assicurazioni Rc auto
E questi sono solo i 9 ambiti di intervento più rilevanti e assomanno minori spese al 2016 per 24,4 miliardi.
Per arrivare ai 33,9 miliardi previsti le proposte del Commissario prevedono altri tagli per 9,5 miliardi con cui si può ridurre del 33,8% le accise su benzina e oli minerali
Non si tratta di indicazioni puntuali sulla politica fiscale ma è solo una analisi esemplificativa degli spazi concreti di riduzione della pressione fiscale con una spesa pubblica più efficente.
Ns. elaborazioni su dati Commissario straordinario per la revisione della spesa, Istat e Rgs
- spesa di acquisti di beni e servizi per 7,2 miliardi: si può ridurre del 29,0% Irap pagata dalle imprese
- trasferimenti a imprese per 3,0 miliardi: si può ridurre del 42,3% Imu pagata dalle imprese. Va qui ricordato che con riferimento al Bilancio dello stato (escluse le Amministrazioni locali) il 60,5% dei trasferimenti alle imprese vanno a Società di servizi pubblici (dati Mef-Rgs)
- digitalizzazione per 2,5 miliardi: si può ridurre del 50,1% le Tasse auto pagata dalle famiglie
- difesa per 2,5 miliardi: si può ridurre del 78,8% le imposte su energia elettrica
- fabbisogni standard comuni (2,0 miliardi) e sanità e costi standard (2,0 miliardi) per complessivi 4,0 miliardi: si può ridurre del 37,5% Addizionale regionale sull'Irpef
- partecipate locali per 2,0 miliardi: si possono azzerare i Diritti delle Camere di commercio e le Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni
- sinergie corpi polizia per 1,7 miliardi; si può ridurre del 38,6% Imposta sul gas metano
- trasferimenti trasporto ferroviario per 1,5 miliardi: si può ridurre del 61,9% Imposta sulle assicurazioni Rc auto
E questi sono solo i 9 ambiti di intervento più rilevanti e assomanno minori spese al 2016 per 24,4 miliardi.
Per arrivare ai 33,9 miliardi previsti le proposte del Commissario prevedono altri tagli per 9,5 miliardi con cui si può ridurre del 33,8% le accise su benzina e oli minerali
Non si tratta di indicazioni puntuali sulla politica fiscale ma è solo una analisi esemplificativa degli spazi concreti di riduzione della pressione fiscale con una spesa pubblica più efficente.
martedì 25 marzo 2014
A gennaio 2014 fatturato manifatturiero in salita dell'1,5% rispetto a dicembre 2013. Da recuperare -8,7% tra 2011 e 2013
A gennaio fatturato manifatturiero in salita dell'1,5% rispetto a dicembre 2013. La salita congiunturale su base trimestrale è dell'1,2%
Rispetto ad un anno fa fatturato imprese manifatturiere in salita del 3,8%.
La strada da fare è ancora molta: perso l'8,7% del fatturato nell'arco dei due anni che vanno dal 2011 e il 2013
Rispetto ad un anno fa fatturato imprese manifatturiere in salita del 3,8%.
La strada da fare è ancora molta: perso l'8,7% del fatturato nell'arco dei due anni che vanno dal 2011 e il 2013
lunedì 24 marzo 2014
In Italia, Grecia e Romania i tre Paesi UE con maggiore quota di cittadini che indica che è difficile iniziare una attività a causa della burocrazia
Il sondaggio Eurobarometro della Commissione Europa indica che almeno otto su dieci intervistati in cinque Stati membri dell'UE concordano sul fatto che è difficile iniziare una attività a causa della complessità del processo amministrativo. Essi sono Grecia, Italia e Romania (tutti e tre con l'85%), Lituania (81%) e Bulgaria (80%).
giovedì 20 marzo 2014
Urgenza di provvedimenti anticiclici per il settore delle costruzioni, dove la crisi non si ferma: -7,9 a/a. In triennio spesa pubblica in costruzioni crolla di 8,1 miliardi e torna indietro di 11 anni
Nel mese di gennaio 2014 l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito, rispetto a dicembre 2013, dell'1,4%. Nella media del trimestre novembre-gennaio l'indice ha registrato una flessione del 4,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nell'ultimo anno calo del 7,9%.
Trail 2009 e il 2012 la spesa pubblica in costruzioni crolla di 8,1 miliardi ed è inferiore dei livelli del 2002.
Trail 2009 e il 2012 la spesa pubblica in costruzioni crolla di 8,1 miliardi ed è inferiore dei livelli del 2002.
Cuneo fiscale al 49,1%. Ridurre la spesa per 32 miliardi per riportarlo al livello dell'Area euro
L'Istat indica che nel 2012 il cuneo fiscale pesa per il 49,1% del costo del lavoro.
"Ammontano a 32 miliardi i risparmi attesi dalla spending review nell'arco di tre anni, pari a due punti di Pil"
Commissario C. Cottarelli ed il ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, conferenza stampa 18 novembre 2013
"...se fossero utilizzati interamente per la riduzione del cuneo fiscale, porterebbero quest’ultimo al livello medio dell’area dell’euro"
Commissario C.Cottarelli in audizione in Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale del 30 gennaio 2014
Le proposte di revisione della spesa anticipate dal Commissario Cottarelli indicano una riduzione di 7,0 miliardi nel 2014, 18,1 miliardi nel 2015 e di 33,9 miliardi nel 2016
"Ammontano a 32 miliardi i risparmi attesi dalla spending review nell'arco di tre anni, pari a due punti di Pil"
Commissario C. Cottarelli ed il ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, conferenza stampa 18 novembre 2013
"...se fossero utilizzati interamente per la riduzione del cuneo fiscale, porterebbero quest’ultimo al livello medio dell’area dell’euro"
Commissario C.Cottarelli in audizione in Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale del 30 gennaio 2014
Le proposte di revisione della spesa anticipate dal Commissario Cottarelli indicano una riduzione di 7,0 miliardi nel 2014, 18,1 miliardi nel 2015 e di 33,9 miliardi nel 2016
mercoledì 19 marzo 2014
Ultimi 12 mesi made in italy a +9,0% in Belgio, +8,7% in Cina, +7,3% in Russia. I rischi della crisi in Ucraina
I primi dati dell'export del 2014 diffusi dall'Istat segnano a gennaio un calo congiunturale delle esportazioni dell'1,5%; il calo è simmetrico sia sui mercati Ue (-1,7%) sia verso quelli extra Ue (-1,2%).
Su base trimestrale l'export cresce dell'1,1% con un amento più marcato verso i paesi Ue (+2,0%). A gennaio 2014, le esportazioni registrano una contenuta crescita in termini tendenziali (+0,2%); mentre si registra un aumento verso l'area Ue (+2,6%), il primo mese del 2014 segna una flessione verso l'area extra Ue (-2,7%).
Focalizzaimo l'attenzione su alcuni mercati driver del made in italy: se consideriamo l'export cumulato degli ultimi 12 mesi (febbraio 2012-gennaio 2013) si osserva una crescita tendenziale delle vendite del made in Italy del 9,0% in Belgio, dell'8,7% in Cina, del 7,3% in Russia, del 5,4% in Giappone. Pià contenuta la crescita in Regno Unito (+2,9%), Polonia (1,5%) e Stati Uniti (0,8%).
La crisi tra Russia e Ucraina potrebbe riverberarsi su uno dei mercati più dinamici per l'export italiano.
All'opposto in alcuni importanti Paesi emergenti si registrano significative flessioni: -5,5% in Turchia, -12,2% in India. In Europa i cali più accenuti in Spagna (-5,7%) e Svizzera (-13,9%).
Le quotazioni dell'euro non stanno aiutando le vendite del made in italy: a marzo l'euro oscilla attorno un media di 1,385 dollari, permanendo ai livelli massimi dell'ultimo anno e con quotazioni che non erano così elevata dall'estate del 2011.
Su base trimestrale l'export cresce dell'1,1% con un amento più marcato verso i paesi Ue (+2,0%). A gennaio 2014, le esportazioni registrano una contenuta crescita in termini tendenziali (+0,2%); mentre si registra un aumento verso l'area Ue (+2,6%), il primo mese del 2014 segna una flessione verso l'area extra Ue (-2,7%).
Focalizzaimo l'attenzione su alcuni mercati driver del made in italy: se consideriamo l'export cumulato degli ultimi 12 mesi (febbraio 2012-gennaio 2013) si osserva una crescita tendenziale delle vendite del made in Italy del 9,0% in Belgio, dell'8,7% in Cina, del 7,3% in Russia, del 5,4% in Giappone. Pià contenuta la crescita in Regno Unito (+2,9%), Polonia (1,5%) e Stati Uniti (0,8%).
La crisi tra Russia e Ucraina potrebbe riverberarsi su uno dei mercati più dinamici per l'export italiano.
All'opposto in alcuni importanti Paesi emergenti si registrano significative flessioni: -5,5% in Turchia, -12,2% in India. In Europa i cali più accenuti in Spagna (-5,7%) e Svizzera (-13,9%).
Le quotazioni dell'euro non stanno aiutando le vendite del made in italy: a marzo l'euro oscilla attorno un media di 1,385 dollari, permanendo ai livelli massimi dell'ultimo anno e con quotazioni che non erano così elevata dall'estate del 2011.
Dinamica export per alcuni principali paesi
var. % febbraio 2012-gennaio 2013 su dodici medi precedenti - ns. elaborazioni su dati Istat
Poca integrazione scuola-lavoro: under 25 che studiano e lavorano al 2,8% in Italia, al 13,6% in UE
Il grado di integrazione tra il mondo del lavoro e la formazione, sia scolastica che professionale, è per i giovani italiani under 25 del 2,8% rispetto al 13,6% della media dei paesi europei; per questa importante variabile lo spread Italia-Germania è di 22,5 punti.
Il comunicato di Confartigianato
Il comunicato di Confartigianato
lunedì 17 marzo 2014
In due anni decreti e riforme generano una giungla di 1.318 provvedimenti attuativi, solo 34,1% adottati a fine 2013
Tra il 2012 e il 2013 i due Governi Monti e Letta hanno prodotto numerosi provvedimenti e documenti di policy, tra cui alcuni dai nomi ambiziosi come ‘Salva Italia’, Cresci Italia, Semplifica Italia, decreto Sviluppo , Sviluppo-bis, «decreto del fare», decreto «del fare 2», Destinazione Italia, Impegno Italia.
La decretazione del Governo ha determinato ben 1.318 provvedimenti attuativi, solo 34,1% adottati a fine 2013.
Nel frattempo l’Italia ha perso 19,9 miliardi di Pil nominale.
Ora, semplicemente, fare di più e meglio.
La decretazione del Governo ha determinato ben 1.318 provvedimenti attuativi, solo 34,1% adottati a fine 2013.
Nel frattempo l’Italia ha perso 19,9 miliardi di Pil nominale.
Ora, semplicemente, fare di più e meglio.
venerdì 14 marzo 2014
La tassazione dell'energia in Italia è di 0,6 punti di Pil superiore alla media Eurozona, con un extragettito che vale 9,4 miliardi
Secondo gli ultimi dati messi a disposizione da Eurostat si rileva che nel 2012 l’Italia ha la più elevata tassazione dell’energia tra i maggiori Paesi europei e, tra i 28 Paesi dell’Unione, solo Slovenia, Bulgaria ed Estonia fanno peggio di noi. L'Italia ha una tassazione sull’energia pari al 2,3% del Pil, di 0,6 punti più elevata della media dell’1,7% dell'Eurozona e sensibilmente più alta dell’1,3% della Spagna, dell’1,5% della Francia e dell’1,8% della Germania. Distante anche l’1,9% rilevato nel Regno Unito.
Il prelievo sull'energia arriva a 36.598 milioni: se l’Italia adottasse una tassazione in linea con la media dell’Eurozona si otterrebbe una riduzione della pressione fiscale sulle commodities energetiche a favore di famiglie e imprese pari a 9.384 milioni.
L'analisi in 'Crisi&Energia' su QE-Quotidiano Energia
Il prelievo sull'energia arriva a 36.598 milioni: se l’Italia adottasse una tassazione in linea con la media dell’Eurozona si otterrebbe una riduzione della pressione fiscale sulle commodities energetiche a favore di famiglie e imprese pari a 9.384 milioni.
L'analisi in 'Crisi&Energia' su QE-Quotidiano Energia
mercoledì 12 marzo 2014
Non dimenticare le politiche per lavoro autonomo: nella crisi per indipendenti occupazione -9,7% (-2,4% dipendenti) , redditi a -6,1% (+0,2% dipendenti)
Nel III trimestre 2013 rispetto al III trimestre 2007, trimestre pre crisi, gli occupati sono diminuiti del 4,3%, ma la componente indipendente ha sofferto particolarmente mostrando un calo del 9,7%. Nell'ultimo anno gli indipendenti scendono del 2,7% mentre i dipendenti del 2,1%.
Tra 2008 e 2012 il reddito degli indipendenti scende di 1.681 euro (-6,1%) mentre i dipendenti mostrano una tenuta (+33 euro, pari al +0,2%).
Tra 2008 e 2012 il reddito degli indipendenti scende di 1.681 euro (-6,1%) mentre i dipendenti mostrano una tenuta (+33 euro, pari al +0,2%).
Occupati per posizione
III trimestre 2007-III trimestre 2013. Indice III trimestre 2007=100 - ns. elab. su dati Istat
III trimestre 2007-III trimestre 2013. Indice III trimestre 2007=100 - ns. elab. su dati Istat
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