martedì 25 giugno 2013

Le rinnovabili pesano per il 24,2% della riduzione della bolletta energetico nell'ultimo anno

Un controfattuale svolto per QE considera il trend di crescita della maggiore produzione di energia elettrica da rinnovabili dei primi cinque mesi dell’anno ed ipotizza che questa sostituisca, per un identico ammontare, la produzione termoelettrica: sulla base di questi assunti, tenendo conto dell’import di carbone, gas ed petrolio indotto dalla produzione di energia elettrica e valutando le importazioni a prezzi costanti si stima che, su base annua, la maggiore produzione da rinnovabili determini quasi un quarto (24,2%) della diminuzione della bolletta energetica.
L'approndimento in Crisi&Energia su Quotidiano Energia




Non tutti i Brics sono uguali per made in Italy: nei primi 5 mesi Russia +12,1%, Cina +5,0%, India -10,5%. Anche il Brasile con il segno 'meno'

I dati diffusi dall'Istat a inizio settimana mostrano forti differenziali della domanda del made in Italy nelle principali economie emergenti. Alto ritmo delle vendite di prodotti italiani in Russia, dove si registra una crescita del 14,2% rispetto a maggio 2012  (+12,1% nei primi cinque mesi), e nel Mercosur - Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela  - dove l'export di maggio sale del 11,9% (+14,1% nei primi cinque mesi del 2013); per quest'area dell'America latina i dati per Paese si fermano a marzo e, nei primi tre mesi del 2013 il made in Italy verso il Brasile scende del 2,5%.
La Cina segna, a maggio 2013, un +10,9% (un contenuto +5,0% nei primi cinque mesi). In forte calo, invece, l'India: -19,4% a maggio, -10,5% nei primi cinque mesi dell'anno.
Cambiata la situazione anche in Turchia: -2,5% a maggio, -2,1% nei primi cinque mesi. Un anno prima la crescita a maggio era del 17,1% e nei primi cinque mesi del 2012 del 4,3%.

La 'cura dello spread': nel 2017 la spesa per interessi quasi pari (91,2%) alla spesa sanitaria

Se nel 2010 la  spesa per interessi è il 63,2% della spesa sanitaria, la 'cura dello spread' fa salire al 2017 l'onere del debito al 91,2% della spesa pubblica sanitaria.

L'analisi completa nel rapporto Confartigianato  'La selva oscura'



giovedì 20 giugno 2013

Dieci anni a passo di gambero: nel 2002 Italia aveva PIL pro capite +12% media UE, nel 2012 -2%.

I dati Eurostat pubblicati ieri indicano che nel 2002 la Germania registrava un PIL pro capite in PPA -  lo standard di potere d’acquisto è una misura che tiene conto dei diversi livelli dei tassi di cambio e dell' inflazione - del  15% superiore alla media UE a 27 e nel 2012 arriva al +21%. Il cittadino del Regno Unito rimane più ricco della media, ma con un divario ridotto, passando dal +20% del 2002 al +10% del 2012. Anche per la Francia il PIL pro capite scende dal +16,0% del 2002 ma rimane superiore dell'+8,0%.
Nei Paesi dell' olive belt , invece, si registrano valori al di sotto della media, ma con delle differenze di rilievo nei punti di partenza: mentre la Spagna nel 2002 aveva un reddito in linea con la media europea e oggi segna un divario negativo del 3%, per l'Italia nel 2002 il PIL pro capite era  del 12% superiore alla media UE e ora è del 2% inferiore.

mercoledì 19 giugno 2013

Made in Italy alimentare +8,3% e articoli in pelle +6,9%, settori dove due terzi degli addetti in piccole imprese

Nel I quadrimestre 2013 più di un terzo del made in Italy presenta una crescita tendenziale dell'export superiore al due per cento; in particolare il settore più dinamico è quello degli Articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici in salita del 19,6% rispetto al gennaio-aprile 2012, seguito dai Prodotti alimentari, bevande e tabacco con +8,3%, Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca con + 7,9%, Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili con +6,9%, Articoli sportivi, giochi, preziosi, strum. musicali e medici con +5,2%, Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi con +4,9%, Carta e prodotti di carta con + 2,7%, Apparecchi elettrici con +2,4% e Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) con +2,2%.
In settori come alimentazione e articoli in pelle i due terzi degli addetti - rispettvamente 64,8% e  70,2% - lavorano in piccole imprese.

L'analisi per mercati delle vendite del made in Italy nel primo quadrimestre 2013

Infiniti divari: più basso il tasso di occupazione dove è più bassa l'efficacia del servizio scolastico

Se consideriamo il livello di competenza numerica degli studenti  delle classi II della scuola secondaria di secondo grado (scuola media superiore) relativo all'anno scolastico 2011/2012 nelle 15 province dove viene esaminato dall'Istat il livello del benessere equo e sostenibile  si osserva una forte correlazione con il tasso di occupazione.

Con una spesa pubblica di  65.956 milioni di euro per l'istruzione la scuola non dovrebbe formare tutti gli studenti del Paese ad un livello standard sufficente da ridurre le disparità economiche e sociali ?

livello di competenza numerica studenti scuola media superiore e tasso occupazione 20-64 anni
anno 2012 - ns. elaborazioni su dati Istat

I dati provinciali - anno 2012


provinciatasso occupazionerankcompetenze numericherank
Bologna72,81218,71
Firenze71,62199,29
Pesaro e Urbino70,93203,17
Milano70,74210,23
Torino67,35208,85
Genova66,96206,86
Brescia66,37213,32
Venezia65,98209,34
Roma65,49199,010
Cagliari56,110184,815
Bari52,111201,78
Messina47,812194,811
Reggio di Calabria44,013185,814
Palermo43,414188,512
Napoli40,115188,413
Nord69,3209,5
Centro 65,2196,0
Mezzogiorno47,6192,6
Italia61,0200,0

martedì 18 giugno 2013

Timido raggio di sole 'statistico' sul settore delle costruzioni: +5,5% produzione ad aprile 2013 rispetto al mese precedente

I dati pubblicati stamane dall'Istat indicano che ad aprile 2013 l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato, rispetto a marzo 2013, del 5,5%. Era da 13 mesi che non sei registrava una variazione congiunturale più elevata.
Sottolineiamo che si tratta di un dato da prendere con le dovute pinze...le serie destagionalizzate della produzione hanno rivelato anche in passato 'fuochi di paglia'. Nella media trimestrale febbraio-aprile 2013, infatti, l'indice segna ancora una flessione del 6,6% rispetto al trimestre precedente.
Il dato positivo rilevato ad aprile 2013 potrebbe essere associato all'avvicinarsi della scadenza - ad aprile ancora non prorogata - per gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie