mercoledì 18 giugno 2014

Segnali di recupero nel manifatturiero: le ore lavorate per dipendente a + 3,2%.

Segnali di recupero nel manifatturiero nel primo trimestre del 2014, le ore lavorate per dipendente, corrette per gli effetti di calendario, segnano un incremento del 3,2%, tassi che non si vedevano dal 2011.

Dinamica tendenziale ore lavorate per dipendente - manifatturiero
ns. elaborazione su dati Istat

martedì 17 giugno 2014

Mercato lavoro ancora debole: al I trim. 2014 occupazione in Italia -0,9% mentre UE 28 a +0,7%.

Al I trim. 2014 non è ancora arrestata l'emorragia di occupati in Italia, con un calo dello 0,1% sul trimestre precedente e del 0,9% rispetto I trimestre dell'anno precedente.
Nell'Eurozona l'occupazione sale congiunturalmente dello 0,1% e su base tendenziale del+0,2%.
Più robusta la crescita in UE 28: 0,2% congiunturale e +0,7% tendenziale.
Rispetto ad un anno fa l'occupazione sale del 2,5% nel Regno Unito, dello 0,8% in Germania, è invariata in Francia, scende dello 0,2% in Spagna.



Export I trim. 2014 a +1,5%; maggiore performance in Puglia, Marche, Friuli V.G., Piemonte, Emilia Romagna.

Nel primo trimestre 2014 l'export cresce dell'1,5%; le regioni che contribuiscono maggiormente a sostenere l’export nazionale sono Emilia-Romagna,  Piemonte, Veneto, Puglia e Marche.
La dinamica più accentuata in Puglia con 18,1%, seguita dalle Marche con 10,5%, Friuli-V.G. con 7,3%, Piemonte con 6,9%, Emilia-Romagna con 5,9%, Abruzzo con 5,4%, Bolzano con 4,8% e Veneto con 2,7%.
Non crescono le esportazioni in Lombardia.
 Nel primo trimestre 2014 l'impulso alla crescita delle esportazioni roviene dai rilevanti incrementi registrati per le vendite all’estero di autoveicoli dal Piemonte (+80,7%), di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Puglia (+163,0%), di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dalle Marche (+37,6%) e di mezzi di trasporto dal Lazio (+129,3%).


Dinamica export I trimestre 2014 rispetto stesso periodo anno precedente - var%
ns elaborazioni su dati Istat

lunedì 16 giugno 2014

Congiuntura: recupero manifatturiero, ritardo per costruzioni, debolezza servizi e domanda famiglie.

Nel primo trimestre 2014 il Pil m/m è confermato in calo del 0,1%. Il confronto internazionale rende evidente il ritardo dell'economia italiana: Pil in Italia scende dello 0,5% a/a, mentre sale del 3,1% nel Regno Unito, del 2,3% in Germania, dello 0,8% in Francia e dello 0,5% in Spagna; nel totale dell'Eurozona il Pil mostra una crescita prossima al punto percentuale (0,9%).
A maggio 2014 l'indice del clima di fiducia delle imprese in calo rispetto ad aprile (determinato da Servizi di mercato e Costruzioni) ma in aumento sensibile a/a.
A marzo 2014 fatturato manifatturiero in salita del 2,8% a/a, con +4,4% del mercato estero e +2% mercato interno. Gli ordini delle imprese manifatturiere a marzo 2014 in crescita del 2,9% a/a, con  ordinativi interni +1,7% esteri +4,8%.
In riatrdo le costruzioni: a marzo 2014 l'indice della produzione delle costruzioni -1,3% a/a, mentre in Eurozona +6,0%.
Nel primo trimestre 2014 l’indice del fatturato dei servizi torna in territorio positivo, con +0,2% a/a. Cresce la fiducia dei consumatori ma persiste  il calo delle vendite del commercio al dettaglio, a marzo 2014 -1,0% a/a. Nel primo trimestre dell'anno - che comprende le vendite in saldo di inizio anno - -1,0% a/a. Un segnale positivo proviene dalla crescita della produzione manifatturiera, con +0,4% m/m e +2,1% a/a.

Il quadro della congiuntura nel Rapporto Confartigianato "E quindi uscimmo a riveder le stelle" .

La produzione nei nove settori manifatturieri ad alto consumo di energia e nell'Energia: l'analisi di Confartigianato oggi su QE

mercoledì 11 giugno 2014

venerdì 6 giugno 2014

Dualismi nella recessione 2013: Mezzogiorno -4%, Nord Ovest -0,6%

I dati Istat pubblicati oggi indicano che nel 2013 il Prodotto interno lordo (Pil) in volume mostra una dinamica fortemente differenziata per territorio. A fronte di un calo del Pil dell'1,9%, la flessione è limitata nel Nord- ovest (-0,6%), seguito dal Nord-est (-1,5%) e dal Centro (-1,8%); il Pil nel Mezzogiorno crolla del -4%, intensità più che doppia della media nazionale.


Al netto dell'agricoltura, in tutti settori si riduce il valore aggiunto in tutte le ripartizione ad eccezione dei Servizi nel Nord Ovest, in salita dell'1,1%.