martedì 16 dicembre 2014
Spending review ancora timida in Italia: in 5 anni spesa primaria +1,3% Pil, Germania -0,6%, Usa -3,1% Regno Unito -4,3%
Sulla base delle previsioni della Commissione Europea tra il 2010 e 2015 la spesa primaria nell'Eurozona e' stabile (+0,2 punti di Pil) mentre sale dell'1,3 in Italia. Nel contempo la Germania riduce la spesa primaria dello 0,6 punti, il Regno Unito di 4,3 punti e gli Usa di 3,1 punti.
lunedì 15 dicembre 2014
Burofisco Index Confartigianato – aggiornamento al 21/11/2014
Persiste l’aumento della pressione burocratica fiscale ma nel 2014 mostra una decelerazione: con il Decreto Legislativo sulle dichiarazioni precompilate l'indice Confartigianato della pressione burocratica fiscale rimane positivo ma scende. Nel 2014 l’aumento di pressione burocratica più basso degli ultimi sei anni. In Italia un’impresa impiega 269 ore per pagare le imposte, il 53,3% in più della media Ocse.
L'analisi del Burofisco Index Confartigianato nell'articolo di P. Baroni su La Stampa e nel servizio di apertura del TG@-web tg di Confartigianato Imprese
L'analisi del Burofisco Index Confartigianato nell'articolo di P. Baroni su La Stampa e nel servizio di apertura del TG@-web tg di Confartigianato Imprese
venerdì 12 dicembre 2014
In Italia il 40% delle imprese usa servizi cloud, il doppio della media UE (19%). Italia seconda in UE a 28 dietro alla Finlandia. Grazie a servizi di e-mail e office software
La rilevazione di Eurostat evidenzia che il Paese con la quota più elevata di utilizzo dei servizi cloud da parte delle imprese si registra in Finlandia (51%), seguita dall’Italia (40%), Svezia (39%) e Danimarca (38%).
All’opposto un utilizzo di servizi cloud inferiore al 10% delle imprese si registra Romania (5%), Lettonia e Poland (entrambe al 6%), Bulgaria, Grecia e Ungheria (tutte all’ 8%).
Più intenso in Italia l'uso dei servizi cloud di mail (86% vs. 66% UE 28) e dell'Office software (41% vs. 34% UE). Meno intenso, invece, l'uso di files storage (32% VS. 53%) e dell'hosting di databases (28% VS. 39%), CRM (14% vs. 21% UE) e l'uso di server per software proprietario (8% vs. 17% UE). Maggiore equilbrio per applicativi finanziari e di contabilità, utilizzato dal 33% delle imprese in Italia rispetto al 31% in UE a 28.
All’opposto un utilizzo di servizi cloud inferiore al 10% delle imprese si registra Romania (5%), Lettonia e Poland (entrambe al 6%), Bulgaria, Grecia e Ungheria (tutte all’ 8%).
Più intenso in Italia l'uso dei servizi cloud di mail (86% vs. 66% UE 28) e dell'Office software (41% vs. 34% UE). Meno intenso, invece, l'uso di files storage (32% VS. 53%) e dell'hosting di databases (28% VS. 39%), CRM (14% vs. 21% UE) e l'uso di server per software proprietario (8% vs. 17% UE). Maggiore equilbrio per applicativi finanziari e di contabilità, utilizzato dal 33% delle imprese in Italia rispetto al 31% in UE a 28.
Quota di utilizzo di servizi cloud da parte delle imprese
% imprese - nostre elaborazione su dati Eurostat
giovedì 11 dicembre 2014
A ottobre produzione manifatturiera a 'crescita zero'; in salita beni di consumo durevoli (+1,4%), beni strumentali (+1,2%)
Secondo i dati pubblicati stamane dall'Istat a ottobre 2014 l’indice destagionalizzato della produzone manifatturiera è invariato rispetto a settembre; variazioni congiunturali positive si registrano nei comparti dei beni di consumo durevoli (+1,4%), beni strumentali (+1,2%). Statica produzione per beni di consumo non durevoli (+0,1); diminuiscono invece i beni intermedi (-0,8%) e l’energia (-0,7%).
Tra top 5 regioni per export primi 9 mesi 2014 Emilia-R. +4,2%, Piemonte +3,3%, Veneto +2,5% e Toscana +2,0%. Stasi Lombardia (+0,3%)
Nei primi nove mesi del 2014 tra le prime 5 regioni per export si osserva la maggiore crescita delle vendite all'estero in Emilia-Romagna (+4,2%), Piemonte (+3,3%), Veneto (+2,5%) e Toscana (+2,0%). In marcata espansione anche le vendite all’estero di Liguria (+9,5%), Marche (+7,4%), Molise (+6,6%), Puglia e Valle d’Aosta (+5,0% per entrambe) e Abruzzo (+4,4%)
Peso e dinamica export primi 9 mesi del 2014
var. % e incidenza % - ns. elaborazione su dati Istat
mercoledì 10 dicembre 2014
Politiche UE per investimenti: rischio di 'nozze con i fichi secchi' ? Per 15 euro di investimenti UE mette sul piatto un 'chip' di 1 euro. In Italia micro e piccole imprese investono il 20% in più delle grandi imprese
Il Piano Junker sugli investimenti stima una accumulazione di capitale in UE per 315 milardi di euro in 3 anni. Il Piano mette risorse pubbliche iniziali per 21 miliardi e, con un rapporto 1:15, si arriverebbe a risorse aggiuntive per 240 miliardi di investimenti strategici e per 75 miliardi destinati a PMI e imprese a media capitalizzazione.
Tra il 2007 e il 2013 nell'UE il livello degli investiementi è sceso di 392.433 milioni (-7,1%); calo a ritmo quasi triplicato (-19,3%) in Italia, con 64.337 milioni in meno.
Su calo investimenti influsice la condizione di credit crunch: i dati di Banca d'Italia usciti oggi indicano che i prestiti alle società non fiannziarie continuano a calare: ad ottobre 2014 il calo è del 3,1% rispetto a stesso periodo anno precedente; la flessione rallenta rispetto mese precedente (-3,3%) e un anno prima (-4,9%).
In questo contesto, riuscirà a funzionare il moltiplicatore di 1:15 ?
Va ricordato che in Italia le piccole imprese - fino a 50 addetti - in Italia investono 42.614 milioni di euro, pari al 46,4% degli investimenti totali delle imprese; tra il 2007 e il 2012 si è registrato un calo degli investimenti di 17.323 milioni, pari a -28,9%.
In Italia le piccole imprese investono il 20% in più delle grandi imprese. Solo le Micro e piccole imprese fino a 20 addetti generano investimenti 34,3 miliardi, in linea con quelli delle grandi imprese (35,5 miliardi).
Tra il 2007 e il 2013 nell'UE il livello degli investiementi è sceso di 392.433 milioni (-7,1%); calo a ritmo quasi triplicato (-19,3%) in Italia, con 64.337 milioni in meno.
Su calo investimenti influsice la condizione di credit crunch: i dati di Banca d'Italia usciti oggi indicano che i prestiti alle società non fiannziarie continuano a calare: ad ottobre 2014 il calo è del 3,1% rispetto a stesso periodo anno precedente; la flessione rallenta rispetto mese precedente (-3,3%) e un anno prima (-4,9%).
In questo contesto, riuscirà a funzionare il moltiplicatore di 1:15 ?
Va ricordato che in Italia le piccole imprese - fino a 50 addetti - in Italia investono 42.614 milioni di euro, pari al 46,4% degli investimenti totali delle imprese; tra il 2007 e il 2012 si è registrato un calo degli investimenti di 17.323 milioni, pari a -28,9%.
In Italia le piccole imprese investono il 20% in più delle grandi imprese. Solo le Micro e piccole imprese fino a 20 addetti generano investimenti 34,3 miliardi, in linea con quelli delle grandi imprese (35,5 miliardi).
Investimenti delle imprese
anno 2012 - milioni di euro - ns. elaborazioni su dati Istat
martedì 9 dicembre 2014
Fuga dei 'cervelli': nel 2013 emigrati oltre 19 mila laureati mentre ne rientrano solo 6 mila. Perdita netta di 1.078 laureati/mese
Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat nel 2013, il saldo migratorio con l’estero degli italiani con almeno 25 anni mostra una perdita netta di residenti laureati pari a 12.939 mila unità: a fronte di 6.141 italiani di rientro in possesso di laurea si registrano 19.080 mila in uscita da Paese.
L'Italia registra una perdita netta di 1078 laureati al mese
L'Italia registra una perdita netta di 1078 laureati al mese
CITTADINI ITALIANI ISCRITTI E CANCELLATI DA E PER L’ESTERO DI 25 ANNI E PIÙ PER TITOLO STUDIO
ns. elaborazione su dati Istat
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