martedì 13 gennaio 2015

Produzione manifatturiera a novembre +0,7% m/m; in primi 11 mesi 2014 persiste calo di 0,3%, produzione ai minimi degli ultimi 25 anni

Segnali di recupero della produzione manifatturiera che a novembre 2014 l'indice destagionalizzato della produzione è aumentato dello 0,7% rispetto ad ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre 2014 la produzione è diminuita dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2014, la produzione manifatturiera è diminuita in termini tendenziali dell'1,1% (i giorni lavorativi sono stati 20 come a novembre 2013). Nella media dei primi undici mesi dell'anno la produzione è scesa dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La strada della ripresa è ancora in tortuosa salita se consideriamo che la produzione cumulata nei primi 11 mesi dell'anno, il 2014 segna il risultato peggiore degli ultimi 25 anni; va ricordato nel settore manifatturiero sono occupati 4.585.000 addetti.



Produzione manifatturiera primi 11 mesi dell'anno: 1990-2014
gennaio-novembre; dati grezzi - ns. elaborazione su dati Istat
 


Nei primi 11 mesi del 2014 aumenti della produzione superiori al punto percentuale per Fabbricazione di mezzi di trasporto (+3,6%), Computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi +(2,2%), Gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi +(1,6%).
In flessione, invece, Legno, carta e stampa (-0,9%), Farmaceutici (-1,1%), Macchinari e attrezzature (-1,5%); cali più pesanti per  Prodotti petroliferi raffinati (-6,4%) e Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,3%).

Dinamica produzione manifatturiera nei primi 11 mesi del 2014
gennaio-novembre; dati corretti per i giorni lavorativi - ns. elaborazione su dati Istat

lunedì 12 gennaio 2015

Persiste la 'deflazione del mattone': nel III trimestre 2014 prezzi abitazioni -0,5% su trim. precedente, -3,9% in un anno. Dopo due anni tornano a crescere il prezzo delle abitazioni nuovo

Nel terzo trimestre 2014 l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 3,9% nei confronti dello stesso periodo del 2013.

Grafico e analisi nel nuovo portale di Confartigianato lanciato stamane



Italia ultima in UE per velocità nella banda larga: solo 1% sopra 30 Mbps, mentre è 21% in UE 28. Un quarto delle imprese artigiane opera in comuni al di fuori dei poli e cinture urbane

Il mercato della banda larga nell'UE è molto ampio e a gennaio 2014 riguarda 151,1 milioni di abitanti. In un contesto che vede crescere la velocità delle connessioni, a gennaio 2014 in UE il 66% delle linee fisse a banda larga nell'UE offre velocità superiori a 10 Mbps, un ulteriore 31% delle connessioni fanno registrare velocità superiori tra 2 e 10 Mbps e  solo il 3% delle connessoni ha velocità inferiore a 2 Mbps.
Ad inizio 2014 in Italia si contano 13.895.464 connessioni fisse in banda larga; per l'Italia le condizioni di velocità della rete sono decisamente peggiori: la quota di connessioni con velocità superiori a 10 Mbps crolla al 18%, la più bassa d'Europea dopo Cipro mentre prevale (80%) la quota di utenza  con velocità tra 2 e 10 Mbps.
In Italia  "il livello di copertura e sviluppo delle reti fisse di ‘nuova generazione ‘ o ultra broadband, è invece tra i più bassi in Europa. Si osserva peraltro che l’arretratezza dello sviluppo dell’ultra broadband si riflette nelle rilevazioni comparate delle prestazioni di rete che collocano la banda erogata nel nostro Paese tra le più basse in Europa e nel Mondo" (Rapporto Commissario di Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale)

Se prendiamo a riferimento il target dell'Agenda digitale della La strategia Europa 2020 - accesso per tutti alla banda larga con velocità di almeno 30 Mbps - l'UE a 28 segna un valore del 21% mentre per l'Italia tale valore è di solo l'1%.

Banda larga per velocità di connessione
% > 30 Mbps - gennaio 2014 - Target Europa 2020: 100% >30 Mbps - ns. elaborazioni su dati CE


 A favore dell'Italia il dato sulla maggiore presenza di banda larga mobile, con 39,5 milioni di utenti l'Italia è il secondo Paese UE dietro al Regno Unito (56,6 milioni) e davanti a Germania (37,0 milioni) e Spagna (34,3 milioni).

Il gap sulla banda larga è particolarmente penalizzante per le piccole e imprese italiane che operano frequentemente al di fuori dei gradi centri urbani e in montagna.
Nelle aree interne - che comprendono comuni che che distano almeno 20 minuti dai poli - caratterizzati dalla maggiore offferta di servizi essenziali - operano Nelle aree interne operano 334.848 imprese artigiane, pari al 23,7% dell'artigianato italiano; nelle aree interne gli addetti dell'artigianato sono 722.244, pari al 23,6% del totale addetti dell'artigianato italiano.
In Italia sono 467.118 le imprese artigiane localizzate in comuni montani e rappresentano un terzo (33,1%) del numero complessivo di imprese artigiane presenti sul territorio nazionale; nei territori montani nell'artigianato di montagna lavora quasi un milione di addetti (996.134), pari ad un terzo (32,5%) dell'occupazione complessiva dell'artigianato.

Il rapporto Confartigianato sulla Montagna e aree interne "Montagna territorio strategico per le PMI"

In Italia solo 2,2% under 25 in formazione e anche occupato; 13,0% in UE 28. Analisi in 'ultime notizie' in portale Confartigianato

Alla più elevata disoccupazione dei giovani italiani contribuisce la scarsa integrazione tra il mondo del lavoro e la formazione, sia scolastica che professionale. In Italia i giovani under 25 impegnati in un percorso formativo sia scolastico che lavorativo sono il 63,7% della popolazione di riferimento di cui solo il 2,2% è in formazione e nello stesso tempo occupato. Il grado di integrazione tra il mondo del lavoro e la formazione è di gran lunga inferiore al 13,0% della media Ue 28.

Grafico e analisi in 'Ultime notizie' del nuovo portale di Confartigianato lanciato stamane

venerdì 9 gennaio 2015

Burocrazia: code agli sportelli delle Asl più lunghe in Calabria (+15,4% a media Italia), Sicilia (+13,0%) e Lazio (+11,1%).

Sulla base dei dati Istat relativi alla distribuzione della durata della coda agli sportelli delle Asl si osserva che la durata più elevata delle code si registra nel Mezzogiorno dove la durata della coda alle Asl è del 9,2% superiore alla media nazionale.
La regione con le code più lunghe si registrano in Calabria (+15,4% alla media nazionale), seguita da Sicilia (+13,0%) e dal Lazio (+11,1%).
All'opposto le code più rapide agli sportelli delle Asl a Bolzano (-31% della media), Trento (-26,1%), Valle d'Aosta (-17,7%) e Marche (-10,0%).

Se teniamo conto della differenza tra durata della coda per Regione e la media Italia so calcola che per code troppo lunghe alle Asl - con 3 viste all'anno per utente - si perdono nel Lazio 222mila ore, in Sicilia 152mila, in Puglia 116mila e in Campania 109mila.

L'indice di durata media - Italia =100 - è calcolato con l'attribuzione alle code fino a 10 minuti una durata media di 5 minuti, per quelle tra 10 e 20 minuti una durata media di 15 minuti e per quelle superiori a 20 minuti una durata media - ottimistica - di 25 minuti.

Durata media code agli sportelli delle Asl
anno 2013 - ns. elaborazione su dati Istat

L'analisi di Confartigianato "La spesa pubblica per welfare: alcuni dati su sanità e pensioni"  per Festival della Persona 2014

giovedì 8 gennaio 2015

A noembre 2014 la disoccupazione giovanile in Italia (43,9%) è più del doppio della media UE (21,9%)

A novembre 2014 la disoccupazione dei giovani tra i 15-24enni in Italia balza al 43,9%; si tratta di 729 mila giovani in cerca di lavoro, che incidono per il 12,2% nella popolazione nella stessa fascia di età. Il tasso di disoccupazione giovanile - la quota dei disoccupati sul totale della forza lavoro, composta da occupati o in cerca di occupazione - aumenta di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale.
A novembre la disoccupazione giovanile in Italia supera il doppio della media UE a 28 (21,9%, 22 punti inferiore alla media italiana); da segnalare che a febbraio 2007 tale divario era limitato a 2,7 punti.



 Tasso di disoccupazione under 25 Italia e UE 28
% forza lavoro - gennaio 2004-novembre 2014 - ns. elaborazioni su dati Eurostat
 

Alla più elevata disoccupazione dei giovani italiani contribuisce la scarsa integrazione tra il mondo del lavoro e la formazione, sia scolastica che professionale. In Italia i giovani under 25 impegnati in un percorso formativo sia scolastico che lavorativo sono il 63,7% della popolazione di riferimento di cui solo il 2,2% è in formazione e nello stesso tempo occupato.
Il grado di integrazione tra il mondo del lavoro e la formazione è di gran lunga inferiore al 13,0% della media Ue 28.
Ogni 100 giovani tra 15 e 24 anni che sono in formazione, solo il 3,5% è occupato. Tale rapporto è del 36,2% per la Germania, del 33,5% nel Regno unito, del 17,8% in Francia e del 7,7% in Spagna.

Incidenza giovani in formazione e occupati sul totale giovani in formazione in UE 28
anno 2013 - % dei giovani under 25 in formazione scolastica e professionale - ns. elaborazione su dati Eurostat