I dati pubblicati stamane dall'Istat indicano a giugno 2013 una discesa di 4,1 punti rispetto a maggio dell'indice di clima di fiducia delle imprese. E' il calo mensile più profondo degli ultimi dodici mesi. Bisogna tornare a settembre 2011 - nel pieno della 'bufera dello spread' scatenata dalla crisi del debito sovrano - per registrare un calo mensile più accentuato della fiducia delle imprese.
Serve un policy mix che riaccenda la fiducia alle imprese: senza un contesto favorevole per 4 milioni 372 mila imprese italiane come possiamo pensare di riattivare domanda di lavoro, investimenti, occupazione e lavoro ai giovani ?
venerdì 28 giugno 2013
Pil 2013 inferiore di 285,6 miliardi rispetto a quello previsto 5 anni fa
Era il 18 giugno 2008 e nel cielo dell'economia italiana ed internazionale si addensavano le prime nuvole nere della recessione. Quel giorno il Governo approva il DPEF, Documento di Programmazione Economico-Finanziaria, per gli anni 2009-2013, con previsioni di crescita di basso profilo: in media, tra il 2008 e il 2013 era prevista un tasso di sviluppo dell'1,2%.
Valutazione allora prudente, ma magari fosse andata così.
Se osserviamo il valore del PIl previsto per il 2013 rileviamo un perdita che arriva a 285,6 miliardi.
L'analisi dettagliata nel rapporto 'La selva oscura'
Valutazione allora prudente, ma magari fosse andata così.
Se osserviamo il valore del PIl previsto per il 2013 rileviamo un perdita che arriva a 285,6 miliardi.
L'analisi dettagliata nel rapporto 'La selva oscura'
Lo 'stress da trincea' degli imprenditori: 53 mesi in espansione, 43 mesi in recessione, perdite produzione 1,8 volte i guadagni
Lo stress gestionale, psicologico e di risultato a cui sono sottoposti da anni ormai imprenditori, collaboratori e lavoratori delle aziende di produzione è evidenziato dal fatto che nell'arco di degli ultimi dieci nel settore manifatturiero si sono registrate due distinte fasi recessive che sono durate complessivamente 43 mesi, solo di 10 mesi inferiore ai 53 mesi di durata delle due fasi espansive. E, in generale per tutto il settore manifatturiero, le perdite di produzione cumulate nei periodi di recessione sono, in valore assoluto, quasi il doppio (1,8) dei guadagni di produzione dei periodi espansivi.
L'analisi approfondita in 'Crisi&Energia' su Quotidiano Energia
| Durata e intensità delle fasi espansive e recessive negli ultimi 10 anni | |
| durata fase recessive (mesi) | 43 |
| durata fasi espansive (mesi) | 53 |
| durata fasi 'laterali' (mesi) | 24 |
| perdite produzione in recessione (punti dell’indice) | -48 |
| guadagno di produzione in crescita e recupero (punti indice) | 27,1 |
| rapporto perdite/guadagni (v.a.) | 1,8 |
| ns. elaborazioni su dati Eurostat | |
L'analisi approfondita in 'Crisi&Energia' su Quotidiano Energia
giovedì 27 giugno 2013
Per un causa civile 3 anni e 3 mesi perduti in più
Gli ultimi dati pubblicati dallOcse in materia di gisutizia civile indicano che una impresa italiana impiega 3 anni e 3 mesi in più per un procedimento civile che tra 1° e 2° grado in Italia dura 1.677 giorni contro la media Ocse di 474 giorni
Ben 3 anni, 3 mesi e 18 giorni in più.
L'analisi sui ritardi della giustizia civile nel Rapporto 'La selva oscura'
Ben 3 anni, 3 mesi e 18 giorni in più.
| Durata procedimenti civili (giorni) | |||
| 1^ grado | appello | 1°+2° grado | |
| Italia | 564 | 1113 | 1677 |
| Media Ocse | 238 | 236 | 474 |
| diff. | 326 | 877 | 1203 |
| ns. elaborazioni su dati Oecd | |||
L'analisi sui ritardi della giustizia civile nel Rapporto 'La selva oscura'
mercoledì 26 giugno 2013
Nell'ultimo anno la spesa delle famiglie scende del 3,4% ma sale al 10,8% (+0,2 punti) intenzione di acquisto servizi di manutenzione dell'abitazione
Le condizioni del mercato del lavoro nelle Costruzioni sono critiche: nell'ultimo anno - considerato in media mobile - l'occupazione scende del 6,7%, pari a 122mila posti in meno. L'analisi nella nota stampa con i dati Anaepa-Confartigianato.
A conferma di quanto avevamo analizzato qualche giorno fa a margine della crescita della produzione a maggio, gli incentivi determinano effetti positivi sulla domanda di interventi di riqualificazione: nel II trimestre 2013 sale al 10,8% la quota di popolazione adulta che ritiene probabile o certo un intervento di manutenzione dell'abitazione; era il 10,6% nello stesso periodo dell'anno precedente, nonostante nell'ultimo anno il valore reale della spesa delle famiglie si sia ridotto del 3,4% (I trim. 2013/ I trim. 2012).
A conferma di quanto avevamo analizzato qualche giorno fa a margine della crescita della produzione a maggio, gli incentivi determinano effetti positivi sulla domanda di interventi di riqualificazione: nel II trimestre 2013 sale al 10,8% la quota di popolazione adulta che ritiene probabile o certo un intervento di manutenzione dell'abitazione; era il 10,6% nello stesso periodo dell'anno precedente, nonostante nell'ultimo anno il valore reale della spesa delle famiglie si sia ridotto del 3,4% (I trim. 2013/ I trim. 2012).
martedì 25 giugno 2013
Le rinnovabili pesano per il 24,2% della riduzione della bolletta energetico nell'ultimo anno
Un controfattuale svolto per QE considera il trend di crescita della maggiore produzione di energia elettrica da rinnovabili dei primi cinque mesi dell’anno ed ipotizza che questa sostituisca, per un identico ammontare, la produzione termoelettrica: sulla base di questi assunti, tenendo conto dell’import di carbone, gas ed petrolio indotto dalla produzione di energia elettrica e valutando le importazioni a prezzi costanti si stima che, su base annua, la maggiore produzione da rinnovabili determini quasi un quarto (24,2%) della diminuzione della bolletta energetica.
L'approndimento in Crisi&Energia su Quotidiano Energia
Non tutti i Brics sono uguali per made in Italy: nei primi 5 mesi Russia +12,1%, Cina +5,0%, India -10,5%. Anche il Brasile con il segno 'meno'
I dati diffusi dall'Istat a inizio settimana mostrano forti differenziali della domanda del made in Italy nelle principali economie emergenti. Alto ritmo delle vendite di prodotti italiani in Russia, dove si registra una crescita del 14,2% rispetto a maggio 2012 (+12,1% nei primi cinque mesi), e nel Mercosur - Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela - dove l'export di maggio sale del 11,9% (+14,1% nei primi cinque mesi del 2013); per quest'area dell'America latina i dati per Paese si fermano a marzo e, nei primi tre mesi del 2013 il made in Italy verso il Brasile scende del 2,5%.
La Cina segna, a maggio 2013, un +10,9% (un contenuto +5,0% nei primi cinque mesi). In forte calo, invece, l'India: -19,4% a maggio, -10,5% nei primi cinque mesi dell'anno.
Cambiata la situazione anche in Turchia: -2,5% a maggio, -2,1% nei primi cinque mesi. Un anno prima la crescita a maggio era del 17,1% e nei primi cinque mesi del 2012 del 4,3%.
La Cina segna, a maggio 2013, un +10,9% (un contenuto +5,0% nei primi cinque mesi). In forte calo, invece, l'India: -19,4% a maggio, -10,5% nei primi cinque mesi dell'anno.
Cambiata la situazione anche in Turchia: -2,5% a maggio, -2,1% nei primi cinque mesi. Un anno prima la crescita a maggio era del 17,1% e nei primi cinque mesi del 2012 del 4,3%.
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