mercoledì 31 luglio 2013

Con incentivi si alza al 13,2% la quota di consumatori orientati alle manutenzioni dell'abitazione

Nell'articolo pubblicato questa settimana in QE - Quotidiano Energia  "L'ecobonus spinge l'efficienza" l'Ufficio Studi Confartigianato  esamina i dati Istat sulla fiducia dei consumatori evidenziando come la quota dei consumatori intervistati che manifestano l'intenzione nei prossimi 12 mesi di effettuare spese per la manutenzione o miglioramento della abitazione è del 13,2%, in salita rispetto al 9,9% di un anno prima.

La rubrica su QE

Ritardo dei pagamenti della Pa rispetto ai 30 giorni previsti dalla Direttiva europea provoca alle imprese un extra costo di ulteriori 2,2 miliardi.

Sul portale Confartigianato l'analisi sul mercato del credito, gli extracosti per le imprese sui tassi e i ritardi di pagamento della PA; focus sul credito all'artigianato

martedì 30 luglio 2013

Ri-uso ed efficienza energetica driver per ripresa nelle costruzioni: in 7 anni permessi costruire -69,7%

I dati per il 2012 pubblicati ieri dall'Istat indicano che i permessi di costruire relativi all’edilizia residenziale presentano una forte contrazione rispetto al 2011 (-25,0% per le nuove abitazioni e -23,4% per la superficie utile abitabile). La superficie relativa ai permessi di costruire relativi all’edilizia non residenziale registra una diminuzione relativamente più contenuta (-14,1%).
I bassi tassi di interessi e l'elevato numero di permessi concessi dalla Amministrazioni comunali hanno spinto a 278.601 i permesis per abitazioni in nuovi fabbricati residenziali nel 2005: dopo 7 anni i pemessi sono 84.307, crollati del 69,7%.

lunedì 29 luglio 2013

Lo spread sui tassi determina un extra costo alle imprese italiane per 7,1 miliardi

Sul portale Confartigianato l'analisi sul mercato del credito, gli extracosti sui tassi delle imprese italiane, l'elevato indebitamento commerciale delle PA.; focus sul credito all'artigianato

Sincronia nella crescita della fiducia delle imprese: era da gennaio 2010 che non si registra aumento fiducia superiore di 1 punto in tutti i settori

Un ulteriore segnale di avvicinamento della ripresa è dato all'aumento dell'indice di clima di fiducia delle imprese italiane che sale a luglio a 79,6 da 76,4 di giugno. L'aumento dell'indice complessivo riflette il miglioramento della fiducia diffuso in tutti i settori economici, dalle imprese manifatturiere e di costruzione, a quelle del commercio al dettaglio e dei servizi di mercato. Era gennaio 2010 che non si registrava un aumento dell'indice superiore di un punto in tutti e quattri settori.
La fiducia delle imprese è un fattore determinante per il recupero dell'economia italiana e solo le imprese porteranno fuori dalla tempesta che attualmente sta colpendo il mercato del lavoro: nel quindicennio tra il 1997 e il 2012 le imprese dell'economia reale - manifatturiero, costruzioni e servizi non finanziari hanno creato 1.614.300 nuovi occupati. Il resto dell'economia - agricoltura,   Pubblica amministrazione e la finanza e Assicurazioni - ha ridotto l'occupazione di 529.400.
E' per questo motivo che le 'politiche', economiche ma non solo, dovrebbero trattare con 'guanti di velluto' le 4.372.143 imprese italiane.

venerdì 26 luglio 2013

La fabbrica diffusa: 35,8% delle imprese sopra i 20 addetti vendono beni prodotti da altre imprese.

I dati dell' indagine congiunturale sulle imprese pubblicata ieri da Banca d'Italia conferma che il sistema delle imprese si fonda sulla produzione delle piccole imprese. Il  35,8% imprese oltre 20 addetti vende beno prodotti da altre imprese senza ulteriore trasformazione. La quota sale per medie e grandi imprese: più' di metà (55,9%) delle grandi imprese sopra i 500 addetti vendono prodotti di altre imprese
I rischi di esportazioni senza produzione nazionale se le imprese terze sono all'estero; in questa prospettiva va evidenziato che la quota di vendita di prodotti di terzi è del 20% per i non esportatori e sale al 38,3% per gli esportatori.

I dati dell'indagine congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi di Banca d'Italia

mercoledì 24 luglio 2013

Alto spread e bassa crescita: in 12 mesi il debito pubblico italiano sale di 6,5 punti di PIL. Ora 36 punti sopra media UEM

La rilevazione pubblicata ieri da Eurostat sul debito pubblico indica che in Italia al I trimestre 2013 è al 130,3%, salendo di 6,5 punti di PIL in soli dodici mesi rispetto al 123,8% del I trimestre 2012.
Il gap con l'Eurozona sale e arriva a 36,0 punti di PIL.


Government consolidated gross debt
Percentage of GDP
geo 2013Q1 2012Q1 var.
European Union (27 countries) 85,9 83,3 2,6
Euro area 94,3 89,4 4,9
Greece 160,5 136,5 24,0
Italy130,3123,86,5
Portugal 127,2 112,3 14,9
Ireland 125,1 106,8 18,3
Belgium 104,5 101,8 2,7
France 91,9 88,9 3,0
Spain 88,2 73,0 15,2
United Kingdom 88,2 85,1 3,1
Cyprus 86,9 74,3 12,6
Hungary 82,4 79,9 2,5
Germany 81,2 81,1 0,1
Malta 75,4 73,2 2,2
Austria 74,2 73,4 0,8
Netherlands 72,0 66,7 5,3
Poland 57,3 56,0 1,3
Slovakia 54,9 46,4 8,5
Finland 54,8 48,7 6,1
Slovenia 54,5 47,0 7,5
Czech Republic 47,8 43,7 4,1
Denmark 44,7 44,9 -0,2
Lithuania 40,8 42,7 -1,9
Sweden 39,4 37,3 2,1
Latvia 39,1 44,2 -5,1
Romania 38,6 37,7 0,9
Luxembourg 22,4 21,0 1,4
Bulgaria 18,0 16,7 1,3
Estonia 10,0 6,8 3,2
ns elaborazioni su dati Eurostat