giovedì 24 luglio 2014

Torna in positivo il tasso di crescita delle imprese artigiane nel II trimestre 2014 (+0,14%, era -0,01% un anno fa).

Il saldo del trimestre positivo per 1.910 imprese è determinato dal rallentamento del tasso di apertura e di chiusura di imprese artigiane rispetto agli anni precedenti. A fronte di iscrizioni di 23.499 imprese, il minimo degli ultimi dieci anni, cadono anche le cessazioni (21.589), anch'esso il valore minimo del decennio.



Le prime 15 province per tasso di crescita: VITERBO  +1,19%, seguito da TERNI +0,84%, TRIESTE  +0,83%, LA SPEZIA +0,82%, AOSTA  +0,78%, PRATO  +0,69%, SAVONA +0,62%, PISA +0,59%, MILANO +0,57%, CROTONE e FIRENZE +0,56%, MONZA e ANCONA  +0,46%, TARANTO e ASTI +0,42%.

Nati-mortalità delle imprese artigiane per regioni – II trimestre 2014
ns. elaborazioni su dati Unioncamere-Infocamere

Nati-mortalità delle imprese artigiane nelle province con dinamica superiore alla media
II trimestre 2014 - ns. elaborazioni su dati Unioncamere-Infocamere
 

mercoledì 16 luglio 2014

A maggio 2014 made in Italy a +2,2 m/m; +1,3% a/a. Spunto per beni strumentali (+5,7% m/m)

I dati Istat pubblicati stamane evidenziano a maggio 2014 una crescita congiunturale dell'export del 2,2%. Nei primi cinque mesi dell'anno le vendite del amde in Italy salgono dell'1,3%, con una performance che sale al 2,1% per l'export al netto dell'energia.
Spunto maggiore per Beni strumentali +5,7% m/m che porta al +4,8% le vendite del comparto nei primi cinque mesi dell'anno.

Per territorio sale export in UE mentre cala nei Paesi esxtra UE; in particolare pesano le tensioni in Russia: a maggio crollo exportdel 13,9% rispetto meggio anno precedente e calo del 6,7% nei primi cinque mesi dell'anno. In flessione altri emergenti: Turchia -4,7%, India -8,0%.

Dinamica export per paese di destinazione nei primi cinque mesi del 2014
ns. elaborazoni su dati Istat

martedì 15 luglio 2014

Il profilo della domanda di elettricità delle imprese: analisi Confartigianato su QE-Quotidiano Energia

L’analisi di Confartigianato per QE-Quotidiano Energia ha delineato alcuni caratteri della domanda delle imprese relativa alla commodity energetica più rilevante sui costi aziendali, l’energia elettrica.
In particolare le  le imprese determinano i tre quarti (75,7%) dei consumi di energia elettrica.
I dati sulla distribuzione di energia elettrica ai clienti non domestici (altri usi) per livello di tensione evidenziano che il 34,6% dei volumi sono di clienti in bassa tensione ; in media tensione troviamo il 47,5% dei volumi, mentre in alta e altissima tensione troviamo il 17,9% dei consumi; nel complesso la clientela in bassa tensione genera un volume di consumi doppio rispetto a quella in alta e altissima tensione.

Nell'articolo viene esaminata la composizione della platea dei beneficiari dell’intervento taglia-bollette previsto nel Decreto Legge competitività del 24 giugno 2014, n. 91. Nel dettaglio si osserva che ai 860.000 soggetti beneficiari in bassa tensione indicati lo scorso 3 luglio dall'Autorità in audizione al Senato - di cui, come abbiamo visto prima, un terzo (34,5%, pari a 297.000 unità) sul mercato di maggiore tutela - si sommano i 109.600 punti di prelievo in media tensione, per un totale di 969.600 unità.

lunedì 14 luglio 2014

Calo sincronico produzione manifatturiera in UE: Italia -1,5% m/m, Uem -1,7%, Germania -1,7%, Francia -2,3%, Spagna -1,1% e Regno Unito -1,3%

I dati Eurostat di stamane indicano una caduta sincronica dela produzione manifatturiera: al calo dell'1,5% (maggio 2014 su aprile 2014) in Italia si affianca il -1,1% della Spagna, il -1,7% della Germania e il -2,3% della Francia. Fuori dell'Uem calo dell1,3% nel Regno Unito.
Era da 18 mesi che non si registrava un calo sincronico della produzione nei cinque maggiori Paesi UE.

Calo della produzione dei nostri partner commerciali influsice negativamente sugli acquisiti del made in Italy, specialmente di beni intermedi e beni strumentali

venerdì 11 luglio 2014

Brutto segnale per dato Pil II trimestre 2014: a maggio la produzione industriale su base trimestrale cala dello 0,4%

A meno di un exploit a giugno, la flessione di maggio della produzione industriale può compromettere il recupero ed far tornare l'Italia in recessione. Considerato che i dati di ieri dell'Istat indicano che sui tre mesi marzo-maggio la produzione scende dello 0,4%, nell' ipotesi di un recupero di 0,5% a giugno la variazione della produzione nel II trimestre 2014 sarebbe negativa per lo 0,6%, poco compatibile con una crescita del Pil al II trimestre dello 0,3% come previsto dalla Commissione.
Se il Pil tornasse negativo - rischio previsto anche dall'Istat - si tornerebbe in recessione tecnica: appuntamento al 6 agosto con la pubblicazione della stima preliminare del Pil al II trimestre da parte dell'Istat.
Un aspetto negativo dei dati di produzione è dato dalla sincronizzazione settoriale: in nessun comparto a maggio la produzione è aumentata in termini congiunturali, ad eccezione del +4% della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio.
Rispetto a maggio 2013 solo due settori registrano un incremento tendenziale della produzione: industrie alimentari, delle bevande e del tabacco con 0,2% e fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche e di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi con 2,9%.


Dinamica tendenziale della produzione per settori
var. % maggio 2014 su maggio 2013 - correzione gg. lavorativi - ns. elaborazione su dati Istat

giovedì 10 luglio 2014

Nel 2013 calo infortuni sul lavoro del -6,8%; riduzione di intensità doppia (-13,0%) nell'artigianato

A fronte di un calo delle denunce di infortunio sul lavoro del 6,8%, l'artigianato evidenzia una diminuzione più accentuata e pari al 13,0%; si tratta di un calo più che doppio rispetto a quello delle imprese non artigiane (-6,1%).
Anche considerando il calo dell'occupazione e considerando le ore non lavorate per CIG, nel 2013 l'incidenza degli infortuni sugli occupati effettivi nell'artigianato scende del 9,0%.

I dati dell'Inail

mercoledì 9 luglio 2014

Tra paesi Ocse Italia ha la maggiore crescita del tasso di disoccupazione: mezzo punto in 12 mesi

La comparazione internazionale pubblicata stamane dall'Ocse evidnzia che tra 29 economie avanzate per cui sono disponibili i dati mensili di disoccupazione l'Italia - con Corea e Lussemburgo - è il Paese con la maggiore crescita del tasso di disoccupazione che da 12,1% di maggio 23013 sale al 12,6% di maggio 2014.

Per il stimolare la domanda di lavoro l'Italia deve fare di più e più rapidamente.

Variazione tasso disoccupazione in 29 Paesi Ocse in 12 mesi
var. in punti tra maggio 2013 e maggio 2014; aprile 2013/14 per Cile, Estonia, Ungheria, Norvegia