lunedì 8 giugno 2015

Alcuni trends del mercato del lavoro che fanno da sfondo al boom di occupati di aprile 2015

I dati della scorsa settimana sul mercato del lavoro rappresentano una rarità statistica e vanno, quindi, valutati dopo il loro consolidamento.
Al forte incremento degli occupati di aprile 2015 fanno da sfondo alcuni trends su base annua esaminati dall'Ufficio Studi di Confartigianato

Dinamica tendenziale occupazione per genere, età e cittadinanza
(Var. % I trimestre 2015 rispetto a I trimestre 2014 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat)

lunedì 20 aprile 2015

Ripresa con motore a bassa potenza per l'Italia: per tasso crescita 2015-2016: Italia con Cipro in ultima posizione tra 36 economie avanzate.

L'analisi di Confartigianato pubblicata stamane su Repubblica.it  evidenzia che l'Italia ha una minore forza della ripresa rispetto alle maggiori economie avanzate. Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale pubblicate martedì scorso indicano per il nostra Paese una crescita allo 0,5% nel 2015 e dell'1,1% nel 2016, in miglioramento rispettivamente di 0,1 punti e 0,3 punti rispetto alle precedenti previsioni del Fmi di gennaio e comunque meno accentuate rispetto al recupero previsto da Governo che nel Documento di Economia e Finanza (DEF) pubblicato lo scorso 10 aprile prevede una crescita dello 0,7% nel 2015 e dell'1,3% nel 2016.
Il motore della crescita dell’Italia sviluppa una minore potenza: se prendiamo a riferimento il tasso di crescita medio 2015-2016 nei 36 Paesi avanzati, l'Italia si colloca all'ultimo posto insieme con Cipro. Nel dettaglio mentre Taiwan cresce ad un tasso del 3,9%, l'Irlanda del 3,6%, Israele e Corea del 3,4%, la crescita dell'Italia si ferma allo 0,8%, di gran lunga inferiore al 2,5% del Regno Unito, al 2,3% della Spagna all'1,6% di Germania, all'1,3% di Francia. Esaminando i Paesi del Mezzogiorno d'Europa la Grecia (+3,1%) segna un ritmo di crescita triplo di quello dell'Italia e il Portogallo (1,6%) doppio.
La bassa crescita si associa ad una domanda debole, con particolare riferimento agli investimenti in dieci anni il gap con l'Europa vale 57 miliardi di minori investimenti pubblici mentre spesa primaria corrente sale di 128 miliardi.

domenica 15 marzo 2015

Per tornare a crescere mix di riforme e domanda: nella crisi -10,8% Pil pro capite mentre in Uem recuperati livelli pre crisi

Tra i maggiori Paesi dell'Eurozona l'Italia ha la performance peggiore del Pil pro capite: secondo i dati della Commissione Europea nel 2016 l'Eurozona avrà recuperato i livelli pre crisi del 2007, mentre in Italia persisterà un gap del 10,8%.
Le riforme, a regime nel 2020, daranno un impulso positivo sul Pil per 3,6 punti ma, a fronte dei danni subiti dalla nostra economia in due ravvicinati cicli recessivi , non sono sufficenti. Per recuperare gli effetti servono politiche della domanda, di cui l'Italia è carente: l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato evidenzia che dal 2,8% del Pil nel 2011 gli investimenti pubblici scendono al 2,2% nel 2015 e proseguiranno la discesa (2,1%) nel 2016. Nel 2015 la domanda di investimenti è di mezzo punto di Pil inferiore alla media dell’Eurozona (era 0,3 punti nel 2011): se la spesa pubblica per investimenti italiana si allineasse alla media europea avremmo maggiori investimenti per 8.042 milioni di euro.
Per far fruttare al meglio gli investimenti pubblici, gli incrementi di domanda pubblica vanno affiancati da una efficace normativa anticorruzione.

Pil pro capite
2007 =100 - ns. elaborazioni su dati Commissione Europea





mercoledì 4 marzo 2015

Crescono le Srl artigiane (+3,3%), in controtendenza alla fase di selezione dell'artigianato (-1,4%). Occupazione arriva vicino al 20% in Veneto e Marche

Confartigianato esamina la dinamica delle imprese per forma giuridica, evidenziando come le forme più strutturate - rappresentante dalle Srl - mostrano una dinamica crescente, pur in un contesto caratterizzato dalla forte selezione nell'artigianato.
L'panalisi evidenzia che l'occupazione nelle Srl artigiane arriva al 14% dell'intero comparto, ma in alcune regioni a forte vocazione manifatturiera questa incidenza sale e arriva al 19,6% in Veneto, al 19,3% nelle Marche e  al 18% in Emilia-Romagna.

giovedì 19 febbraio 2015