martedì 18 giugno 2013

Primi quattro mesi 2013: export a +0,5%, UE a -3,2%, extra UE a +5,3%. L'analisi per mercati

Nei primi quattro mesi del 2013 il made in italy segna un limitato 0,5% (-1,2% i volumi) rispetto allo stesso periodo del 2012. Al netto dell'energia l'export cresce dell'1,5% (-0,6% i volumi).
Le vendite sui mercati UE sono in calo del 3,2%, mentre quelle sui mercati extra UE salgono del 5,3%.
E' significativo osservare alcuni mercati particolamrente dinamici.
In UE si segnala la crescita dell'export verso il Belgio, in salita del 19,6%.
L'export in in Giappone sale del 19,5%, in Russia dell'11,5%. In Africa settentrionale la crescita è del 13,3%, in Medio Oriente del 13,1%. I paesi OPEC nel complesso registrano una crescita dell'export italiano del 14,7%, nel Mercosur del 14,8%.
In alcune aree a maggiore dinamismo registriamo un miglioramento rispetto al trend di un anno prima. Accelera l'export in   Russia  (11,5%, era 7,3% nei primi quattro mesi del 2012), Africa settentrionale (13,3%, era 11,9% un anno prima), Medio Oriente (13,1% era 2,9% un anno prima),
Mercosur (14,8%, era 5,7% un anno prima).
Anche in  Cina, dove la crescita nei primi quattro mesi del 2013 l'export sale di un limitato 3,4%, un anno prima l'export scendeva del 10,7%. Nei paesi Asean (Brunei,  Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam) la crescita è del 10,8%, era 5,7% un anno prima.

Dinamica esportazioni per paesi e aree geografiche e geoeconomiche
var. % gennaio -aprile 2013 su stesso periodo anno precedente - ns. elaborazioni su dati Istat

Paesi e aree geografiche e geoeconomiche con miglioramento dinamica esportazioni
var. % gennaio -aprile 2013 e 2012 su stesso periodo anno precedente - - ns. elaborazioni su dati Istat


venerdì 14 giugno 2013

Un 'caso' di politica fiscale: IMU capannoni +8,3%, produzione manifatturiera -4,7%

Incertezza per detassazione IMU prima casa. Certezza, invece, dell'aumento dell'8,3% dell'IMU per i capannoni di imprese artigianali e industriali mentre la produzione manifatturiera, nei primi quattro mesi del 2013, scende del 4,7%. Per il settore dei Beni strumentali calo del 6,4%; seguono Beni di consumo durevoli -6,0%, Beni intermedi -5,0%, Energia-3,6% e Beni di consumo non durevoli -1,6%.

Urgente invertire lo spin delle politiche fiscali.

L'analisi completa nel rapporto Confartigianato  'La selva oscura'

martedì 11 giugno 2013

Gap domanda elettrica 86,5 TWH sulle stime 2008: come se fossero state "spente" Marche e Friuli Venezia Giulia

Due recessioni intervallate da una debole ripresa hanno diminuito la domanda effettiva di energia elettrica con un consumo cumulato effettivo nei quattro anni delle due recessioni (2008-2012) di 86,5 TWh in meno delle previsioni di ottobre 2008, pari  ad un calo del 5%. Per dare un parametro di confronto va considerato che la minore richiesta equivale all’azzeramento dei consumi di energia elettrica di due regioni ‘medie’ come Marche (37,4 TWh) e Friuli Venezia Giulia (49,2 TWh) per cinque anni.

L'analisi completa su 'Crisi&Energia' rubrica curata da Confartigianato per Quotidiano Energia

venerdì 7 giugno 2013

Contributi alla crescita del PIL: domanda estera netta +3, consumi famiglie -2,6, Investimenti -1,6

Per il 2012 il contributo alla dinamica del Pil del consumo delle famiglie è di -2,6%, degli investimenti fissi lordi di -1,6% e del consumo pubblico di -0,6%. L’unica componente positiva è la domanda estera netta -
data dalle esportazioni meno le importazioni - con +3,0%.
Per crescere più made in Italy e meno pressione della bolletta energetica, che anche in recessionee rimane al 4,0% del PIL.

Analisi delle criticità della domanda interna, importanza dell'orientamento ai mercai esteri e (sic!) problemi di regolamentazione del made in italy nel nostro articolo su innovazione nei distretti.

giovedì 6 giugno 2013

Bassa spesa famiglie e alto fisco sui carburanti: al I trim. 2013 fatturato autoriparazione cade del 9,6% rispetto I trim. 2012

La spesa delle famiglie che nel 2012 cala del 4,3% e lo spiazzamento della spesa per la manutenzione dell'auto determinato dall'elevato peso fiscale sul carburante contribuiscono al calo del fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli che nel I trimestre del 2013 crolla del 9,6% rispetto al 2012.
E' il primo trimestre peggiore degli ultimi dieci anni.
Nell'autoriparazione lavorano 207.401 addetti. Come dato di paragone dell'importanza del settore, si tratta di 2,4 volte l'occupazione di Fiat in tutta Europa, 10.380 addetti in  più di Fiat in tutto il mondo (dati Fiat, Bilancio Sostenibilità 2012)

Dinamica fatturato manutenzione e riparazione autoveicoli 2002-2013
var. % tendenziale al I trimestre dell'anno
 
ns. elaborazione su dati Istat

mercoledì 5 giugno 2013

Manifatturiero entra in deflazione: prezzi alla produzione sul mercato interno -1,1% in Italia. Fatturato in calo del 9,4%

La comparazione internazionale di Eurostat pubblicata ieri indica che nel mese di aprile 2013 l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali sul mercato interno diminuisce dell'1,1% rispetto ad aprile 2012. In Italia i prezzi alla produzione calano maggiormente rispetto all'UE 27 ed Eurozona, dove la flessione si limita al -0,2%.
Bisogna tornare a dicembre 2009 per trovare la deflazione dei prezzi alla produzione sul mercato interno.
Il ribasso dei prezzi in un contesto in cui il fatturato delle imprese manifatturiere sul mercato interno nei primi tre mesi del 2013 cade del 9,4%
Debolezza domanda estera: deflazione prezzi manifatturiero sul mercato estero - area non euro (-0,5%) nonostante tra aprile 2012 e aprile 2013 svalutazione dell'euro sul dollaro dell'1%


Dinamica tendenziale prezzi alla produzione sul mercato interno
var. % annua
ns. elaborazione su dati Istat

lunedì 3 giugno 2013

Squilibri fiscali: per i comuni tributi +1.240 milioni (+6,0%), spesa interventi sociali +49 milioni (+0,7%).

Gli ultimi dati Istat pubblicati venerdì scorso indicano che la spesa per interventi e ai servizi sociali gestita da comuni pari a 7,1 miliardi  euro,è aumentata dello 0,7% (49 milioni); a prezzi costanti la variazione diventa di segno negativo (-1,5%)
Nello stesso periodo le entrate tributarie e contributi sociali dei comuni, pari a 21,9 miliardi, sono salite del 6,0% (1.240 milioni)
Dati statistici 'distanti', ma che mostrano che gli squilibri del rapporto centro-periferia condannano i cittadini dei comuni ad un maggiore prelievo e, nel contempo, a minori servizi.