I dati Istat di oggi evidenziano che - tenuto conto dell'inflazione - il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel terzo trimestre del 2013 è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente ma è diminuito dello 0,8% rispetto al terzo trimestre del 2012. Nell'arco dei primi tre trimestri del 2013 il potere d'acquisto ha registrato una flessione dell'1,5% rispetto allo stesso periodo del 2012.
Su questa debole domanda interna il pagamento della mini IMU e le incertezze sull'onere per la Tasi 2014 incentiva risparmi precauzionali che allontanano dai consumi e dalla crescita.
giovedì 9 gennaio 2014
mercoledì 8 gennaio 2014
In 12 mesi persi 448 mila occupati, 1228 al giorno. Calo di 376mila uomini e 72mila donne
I dati Istat diffusi stamane indicano che a novembre 2013 gli occupati sono scesi del 2,0% rispetto ad un anno prima, con una perdita di 448 mila posti di lavoro: la peggiore performance degli ultimi nove anni, peggiorando anche il calo di 340 mila unità del 2009.
I disoccupati salgono a 3.254.000, con il massimo storico del tasso di diosoccupazione del 12,7%
Dei 448 mila occupati in meno, forte calo di 376 mila uomini (-2,8%) a cui fa fronte una riduzione di 72 mla donne (-0,8%).
I disoccupati salgono a 3.254.000, con il massimo storico del tasso di diosoccupazione del 12,7%
Dei 448 mila occupati in meno, forte calo di 376 mila uomini (-2,8%) a cui fa fronte una riduzione di 72 mla donne (-0,8%).
Dinamica dell'occupazione nei 12 mesi che terminano a novembre
valori in migliaia - dati destag. - ns elaborazioni su dati Istat
valori in migliaia - dati destag. - ns elaborazioni su dati Istat
In Italia 1 impresa su 5 usa i social network; gap di 7 punti con con UE 28
Secondo la recente comparazione internazionale di Eurostat in Italia il 67% delle imprese ha un sito web (73% UE a 28); il 25% usa almeno un social media; in particolare una impresa su cinque (21% vs. 28% UE 28) usa i social network, il 10% (11% in UE a 28) usa siti per la condivisione di contenuti multimediali e il 6% usa blogs (10% in UE a 28).
Una analisi su #innovazione nelle imprese italiane
Una analisi su #innovazione nelle imprese italiane
martedì 7 gennaio 2014
In 4 anni ricchezza netta famiglie italiane cala di 869 miliardi: persi 37.700 euro per famiglia.
I dati della Banca d'Italia sulla ricchezza netta delle famiglie italiane indicano che ciascun nucleo famigliare nella sequenza di due recessioni ha registrato una perdita, a prezzi 2012, di 37.661 euro. Complessivamente la ricchezza delle famiglie italiane è scesa di 869 miliardi di euro a prezzi 2012, pari ad un calo del 9,2%. La ricchezza netta è tornata ai livelli del 2003.
Il dibattito sulla tassazione di partimoni e sugli immobili deve tenere conto di questo calo della ricchezza dei contribuenti italiani: le analisi valide in perdiodi di crescita della ricchezza possono rivelarsi disastose in questa fase, disincentivando ulteriormente processi di creazione di ricchezza e distogliendo asset ed investimenti dal nostro Paese
A tal proposito va valutato che nel 2012 mentre la ricchezza delle famiglie per abitazioni e fabbricati non residenziali diminuisce di 200 miliardi (prezzi correnti), il passaggio da Ici a Imu incrementa il prelievo fiscale di 13,4 miliardi di euro.
Il dibattito sulla tassazione di partimoni e sugli immobili deve tenere conto di questo calo della ricchezza dei contribuenti italiani: le analisi valide in perdiodi di crescita della ricchezza possono rivelarsi disastose in questa fase, disincentivando ulteriormente processi di creazione di ricchezza e distogliendo asset ed investimenti dal nostro Paese
A tal proposito va valutato che nel 2012 mentre la ricchezza delle famiglie per abitazioni e fabbricati non residenziali diminuisce di 200 miliardi (prezzi correnti), il passaggio da Ici a Imu incrementa il prelievo fiscale di 13,4 miliardi di euro.
I dati sulla ricchezza netta
venerdì 3 gennaio 2014
In tre anni le tariffe autostrade e parcheggi corrono tre volte più dell'inflazione (17,2% vs. 6,7%)
In tre anni tariffe pedaggi e parcheggi +17,2%, ben 10,5 punti in più dell'inflazione al consumo (+6,7% armonizzato).
Sono dati tra dicembre 2010 e novembre 2013 e, quindi, non comprendono gli aumenti dei pedaggi autostradali in vigore dal 1° di gennaio.
Sono dati tra dicembre 2010 e novembre 2013 e, quindi, non comprendono gli aumenti dei pedaggi autostradali in vigore dal 1° di gennaio.
Un asset per tornare a crescere nel 2014: la fiducia degli imprenditori, in salita a dicembre.
I dati diffusi dall'Istat indicano che a dicembre 2013 l’indice del clima di fiducia delle imprese italiane sale passando a 83,6 da 83,4 di novembre. Si tratta del secondo miglioramento consecutivo e arrivano a cinque i miglioramenti della fiducia negli ultimi sei mesi.
L’andamento dell'indice complessivo rispecchia un leggero aumento del clima di fiducia delle imprese manifatturiere (da 98,0 di novembre a 98,2), un più marcata salita della fiducia delle imprese di costruzione (indice che sale da 80,4 di novembre a 82,6) e una leggero ritocco all'insù della fiducia delle imprese dei servizi (da 80,5 di novembre a 80,6).
Stazionario il commercio; per questo settore va osservato ce le attese sulle vendite sono ancora in negativo anche se si rileva un miglioramento rispetto ai mesi precedenti; il -1 del dicembre 2013 migliora il -20 del dicembre 2012 e il -11 del 2011 ma è lontano dal +22 del dicembre 2010.
Le politiche vanno calibrate per ricostruire l'asset della fiducia delle imprese: senza la fiducia degli imprenditori non possiamo pensare di avere investimenti, nuove assunzioni e crescita economica.
L’andamento dell'indice complessivo rispecchia un leggero aumento del clima di fiducia delle imprese manifatturiere (da 98,0 di novembre a 98,2), un più marcata salita della fiducia delle imprese di costruzione (indice che sale da 80,4 di novembre a 82,6) e una leggero ritocco all'insù della fiducia delle imprese dei servizi (da 80,5 di novembre a 80,6).
Stazionario il commercio; per questo settore va osservato ce le attese sulle vendite sono ancora in negativo anche se si rileva un miglioramento rispetto ai mesi precedenti; il -1 del dicembre 2013 migliora il -20 del dicembre 2012 e il -11 del 2011 ma è lontano dal +22 del dicembre 2010.
Le politiche vanno calibrate per ricostruire l'asset della fiducia delle imprese: senza la fiducia degli imprenditori non possiamo pensare di avere investimenti, nuove assunzioni e crescita economica.
Le attese sulle vendite delle imprese del commercio
mese di dicembre del quadriennio 2010-2013 - ns. elaborazioni su dati Istat
mercoledì 1 gennaio 2014
'Fare di più': per tasso di crescita nel 2014 Italia al 177° posto su 187 economie mondiali; 0,7% troppo debole
Le previsioni del Fondo monetario Internazionale pongono l'Italia al 177° posto per tasso di crescita su 187 economie mondiali. Il tasso dello 0,7% appare troppo debole per recuperare le condizioni drammatiche del mercato del lavoro.
Serve una politica economica del 'fare di più'
Serve una politica economica del 'fare di più'
| Tasso di variazione del Pil a prezzi costanti nel 2014: le ultime 20 economie | ||
| ns. elaborazioni su dati FMI | ||
| Country |
2014
|
rank
|
| Cyprus | -3,9 | 187 |
| Equatorial Guinea | -1,9 | 186 |
| Slovenia | -1,4 | 185 |
| Barbados | -1,1 | 184 |
| Central African Republic | 0,2 | 183 |
| Spain | 0,2 | 182 |
| Swaziland | 0,3 | 181 |
| Netherlands | 0,3 | 180 |
| Micronesia | 0,5 | 179 |
| Greece | 0,6 | 178 |
| Italy | 0,7 | 177 |
| Portugal | 0,8 | 176 |
| France | 1,0 | 175 |
| Belgium | 1,0 | 174 |
| Grenada | 1,1 | 173 |
| Finland | 1,1 | 172 |
| Denmark | 1,2 | 171 |
| Japan | 1,2 | 170 |
| Jamaica | 1,3 | 169 |
| Luxembourg | 1,3 | 168 |
Iscriviti a:
Post (Atom)

