giovedì 9 gennaio 2014

Ancora debole la domanda interna: nei primi 9 mesi del 2013 potere d'acquisto delle famiglie in calo dell'1,5%. Incertezze fiscali su immobili peggiorano la situazione

I dati Istat di oggi evidenziano che - tenuto conto dell'inflazione - il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel terzo trimestre del 2013 è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente ma è diminuito dello 0,8% rispetto al terzo trimestre del 2012. Nell'arco dei primi tre trimestri del 2013 il potere d'acquisto ha registrato una flessione dell'1,5% rispetto allo stesso periodo del 2012.
Su questa debole domanda interna il pagamento  della mini IMU e le incertezze sull'onere per la Tasi 2014 incentiva risparmi precauzionali che allontanano dai consumi e dalla crescita.

mercoledì 8 gennaio 2014

In 12 mesi persi 448 mila occupati, 1228 al giorno. Calo di 376mila uomini e 72mila donne

I dati Istat diffusi stamane indicano che a novembre 2013 gli occupati sono scesi del 2,0% rispetto ad un anno prima, con una perdita di 448 mila posti di lavoro: la peggiore performance degli ultimi nove anni, peggiorando anche il calo di 340 mila unità del 2009.
I disoccupati salgono a 3.254.000, con il massimo storico del tasso di diosoccupazione del 12,7%
Dei 448 mila occupati in meno, forte calo di 376 mila uomini (-2,8%) a cui fa fronte una riduzione di 72 mla donne (-0,8%).

Dinamica dell'occupazione nei 12 mesi che terminano a novembre 
valori in migliaia - dati destag. - ns elaborazioni su dati Istat
valori in migliaia - dati destag. - ns elaborazioni su dati Istat



In Italia 1 impresa su 5 usa i social network; gap di 7 punti con con UE 28

Secondo la recente comparazione internazionale di Eurostat in Italia il 67% delle imprese ha un sito web (73% UE a 28); il 25% usa almeno un social media; in particolare una impresa su cinque (21% vs. 28% UE 28) usa i social network,  il 10% (11% in UE a 28) usa siti per la condivisione di contenuti multimediali e il 6% usa blogs (10% in UE a 28).

Una analisi su #innovazione nelle imprese italiane

martedì 7 gennaio 2014

In 4 anni ricchezza netta famiglie italiane cala di 869 miliardi: persi 37.700 euro per famiglia.

I dati della Banca d'Italia sulla ricchezza netta delle famiglie italiane indicano che ciascun nucleo famigliare nella sequenza di due recessioni ha registrato una perdita, a prezzi 2012, di 37.661 euro. Complessivamente la ricchezza delle famiglie italiane è scesa di 869 miliardi di euro a prezzi 2012, pari ad un calo del 9,2%. La ricchezza netta è tornata ai livelli del 2003.
Il dibattito sulla tassazione di partimoni e sugli immobili deve tenere conto di questo calo della ricchezza dei contribuenti italiani: le analisi valide in perdiodi di crescita della ricchezza possono rivelarsi disastose in questa fase, disincentivando ulteriormente processi di creazione di ricchezza e distogliendo asset ed investimenti dal nostro Paese
A tal proposito va valutato che nel 2012 mentre la ricchezza delle famiglie per abitazioni e fabbricati non residenziali diminuisce di 200 miliardi (prezzi correnti), il passaggio da Ici a Imu incrementa il prelievo fiscale di 13,4 miliardi di euro.

I dati sulla ricchezza netta
fonte Banca d'Italia
 

venerdì 3 gennaio 2014

In tre anni le tariffe autostrade e parcheggi corrono tre volte più dell'inflazione (17,2% vs. 6,7%)

In tre anni tariffe pedaggi e parcheggi +17,2%, ben 10,5 punti in più dell'inflazione al consumo (+6,7% armonizzato).
Sono dati tra  dicembre 2010 e novembre 2013 e, quindi, non comprendono gli aumenti dei pedaggi autostradali in vigore dal 1° di gennaio.



Un asset per tornare a crescere nel 2014: la fiducia degli imprenditori, in salita a dicembre.

I dati diffusi dall'Istat indicano che a dicembre 2013 l’indice del clima di fiducia delle imprese italiane sale passando a 83,6 da 83,4 di novembre. Si tratta del secondo miglioramento consecutivo e  arrivano a cinque i miglioramenti della fiducia negli ultimi sei mesi.
L’andamento dell'indice complessivo rispecchia un leggero aumento del clima di fiducia delle imprese manifatturiere (da 98,0 di novembre a 98,2), un più marcata salita della fiducia delle imprese di costruzione (indice che sale da 80,4 di novembre a 82,6) e una leggero ritocco all'insù della fiducia delle imprese dei servizi (da 80,5 di novembre a 80,6).
Stazionario il commercio; per questo settore va osservato ce le attese sulle vendite sono ancora in negativo anche se si rileva un miglioramento rispetto ai mesi precedenti; il -1 del dicembre 2013 migliora il -20 del dicembre 2012 e il -11 del 2011 ma è lontano dal +22 del dicembre 2010.
Le politiche vanno calibrate per ricostruire l'asset della fiducia delle imprese: senza la fiducia degli imprenditori non possiamo pensare di avere investimenti, nuove assunzioni e crescita economica.
 
Le attese sulle vendite delle imprese del commercio
mese di dicembre del quadriennio 2010-2013 - ns. elaborazioni su dati Istat



 
 

mercoledì 1 gennaio 2014

'Fare di più': per tasso di crescita nel 2014 Italia al 177° posto su 187 economie mondiali; 0,7% troppo debole

Le previsioni del Fondo monetario Internazionale pongono l'Italia al 177° posto per tasso di crescita su 187 economie mondiali. Il tasso dello 0,7% appare troppo debole per recuperare le condizioni drammatiche del mercato del lavoro.

Serve una politica economica del 'fare di più'

Tasso di variazione del Pil a prezzi costanti nel 2014: le ultime 20 economie
ns. elaborazioni su dati FMI    
Country
2014
rank
Cyprus -3,9 187
Equatorial Guinea -1,9 186
Slovenia -1,4 185
Barbados -1,1 184
Central African Republic 0,2 183
Spain 0,2 182
Swaziland 0,3 181
Netherlands 0,3 180
Micronesia 0,5 179
Greece 0,6 178
Italy 0,7 177
Portugal 0,8 176
France 1,0 175
Belgium 1,0 174
Grenada 1,1 173
Finland 1,1 172
Denmark 1,2 171
Japan 1,2 170
Jamaica 1,3 169
Luxembourg 1,3 168